L’installazione veste la città
In centro interventi di De Mattia, Giannico, Pedrini e Sandri
CARPI. Quattro installazioni nel centro storico di Carpi sembrano offrirsi come prova di sculture in luoghi pubblici. Lo fa intuire il titolo “Diffusa. Vestire i luoghi” che il curatore Luca Panaro ha dato alla rassegna. L'operazione non può che richiamare la proposta di progetto, di una quindicina di anni fa, per l'inserimento delle sculture della Fondazione “Umberto Severi” nel paesaggio urbano. Un museo all'aperto che suscitò non poche polemiche, tanto che l'iniziativa non andò in porto. Allora le sculture erano di Dalì (l'unicorno), Arman (violini), Giò Pomodoro (il quadrato delle mente di Borromini), Arnaldo Pomodoro (il disco), Minguzzi (pas de quatre), César (la grande plaque), Perez (il Narciso)..., mentre ora le installazioni sono di artisti del nostro tempo: Giuseppe De Mattia, Teresa Giannico, Francesco Pedrini e Fabio Sandri che Panaro ha scelto per conferire, fino al 18 settembre, un nuovo volto a luoghi noti. «Le opere, realizzate per questa occasione, nascono - sostiene il critico - per dare corpo a forme espressive diverse e si costituiscono di grandi stampe collocate nel contesto urbano, dispositivi per la visione d'immagini, sculture di medie e piccole dimensioni, architetture temporanee». L'installazione “Madri” di Giuseppe De Mattia, nel Portico lungo, si pone come una finestra sulla sala della Xilografia dei Musei di Palazzo Pio che custodisce antiche matrici in legno alle quali l'artista barese consente ancora di stampare su materiali e superfici diverse, come una lastra tipografica e un abito per donna. Nel Cortile d'onore di Palazzo dei Pio è l'installazione “The Peepshow” di Teresa Giannico, fatta di un dispositivo con le immagini d'archivio del Centro di Ricerca Etnografica poste su una ruota che il visitatore può muovere con una manovella e guardare attraverso una finestrella. Nella Torre della Sagra l'opera “Planetes (errante)” del bergamasco Francesco Pedrini, dove il Sole è centro e punto di partenza di un percorso che, dall'alto della torre campanaria, consente di individuare in lontananza gli oggetti scultorei raffiguranti gli otto pianeti del sistema solare. Due strutture in legno, una con piani orizzontali e l'altra con andamento verticale, permettono al vicentino Fabio Sandri di favorire un'esperienza sensoriale, registrata da due fogli di carta fotosensibile, per chi accede attraverso la nuova porta all'area verde di San Rocco.
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