La Festa della Crescentina raccoglie fondi per il sisma
Pavullo. Una quota per ogni prodotto venduto verrà donata ai terremotati Domenica mobilitato un esercito di volontari grazie a parrocchie e frazioni
PAVULLO. È la trentunesima edizione e sarà l'evento clou della domenica in Appennino la Festa della Crescentina con cui Pavullo celebrerà il grande prodotto tipico. Per l'occasione si mobiliterà un esercito di volontari tra i sette stand che costelleranno il centro: in campo le parrocchie di San Bartolomeo e di Monteobizzo e poi, per le frazioni, quelle di Benedello, Lavacchio-Niviano, Madonna dei Baldaccini e Montorso, più gli ospiti del'Aic ER per i celiaci. Non mancherà lo stand per le adozioni a distanza in Kenya e la solidarietà continuerà in piazza Toscanini con i giochi di una volta organizzati dalle mamme del Frignano e raccolta fondi per dotare di defibrillatori le scuole.
Ma quest'anno si aggiunge un'iniziativa di vicinanza concreta al centro Italia dopo il sisma: le parrocchie, assieme alla Pro Loco e all'amministrazione comunale, hanno deciso di donare ai terremotati una quota per ogni crescentina venduta. Calcolando che negli ultimi anni se ne sono prodotte in media 70mila (mangiate da una folla stimabile in più di 10mila persone) è più che probabile che ne venga fuori una cifra importante.
«La proposta è stata subito accolta da tutti i gruppi – sottolinea don Roberto Montecchi, parroco di San Bartolomeo e Monteobizzo che, da finalese, ben conosce il dramma del terremoto – ma sarà solo la prima delle nostre iniziative di solidarietà». Ci sarà il debutto pavullese del Pedala Piano di Daniele Leoni e dei suoi amici: il concerto itinerante partirà da piazza Montecuccoli alle 16 per concludersi verso le 20 alle Arcate. Regia di tutto sempre della Pro Loco di Claudio Bernardoni: «Mi ricordo benissimo quando siamo partiti nel 1986 – racconta – venivo da una riunione delle Pro Loco di montagna in cui ognuno aveva vantato una festa d'eccellenza legata a un prodotto tipico. Ero in macchina con Giorgio Pattuzzi, tuttora nostro motore organizzativo, e ci siamo detti: “Hanno la patata, il borlengo, la castagna. Nessuno ha pensato alla crescentina: corriamo a mettere il cappello sull'idea”. Detto fatto, e ha preso corpo questa iniziativa splendida per mobilitazione e finalità, destinando da sempre tutti i soldi raccolti alle manutenzioni nelle parrocchie, e adesso anche all'aiuto ai terremotati».
Daniele Montanari
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