Gazzetta di Modena

Le Società Centenarie si raccontano a Modena

Le Società Centenarie si raccontano a Modena

È uscito in libreria, per Edizioni Artestampa, il volune “La storia di una collettività dall'Ottocento ad oggi. Unione Società Centenarie Modenesi” di Olimpia Nuzzi

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MODENA. È uscito in libreria, per Edizioni Artestampa, il volume “La storia di una collettività dall'Ottocento ad oggi. Unione Società Centenarie Modenesi” di Olimpia Nuzzi che si è occupata del rapporto lingua-dialetto nelle sue prime pubblicazioni.

L'Unione delle Società Centenarie Modenesi, sorta nel 1996 su iniziativa di dieci Società Centenarie (Sandrone, Fratellanza, Panaro, Cai, Fiera e Corsa Cavalli, Tiro a Segno, Corale Rossini, Soms Modena, Naturalisti e Matematici, Colombofila) si adopera per far meglio conoscere le Società Centenarie a tutti i modenesi, specialmente alle nuove generazioni che ne ignorano l'importanza nella storia della città.

Attualmente sono trentadue le Centenarie associatesi nell'Unione ed altre entreranno a mano a mano che andranno compiendo i loro primi cent'anni di vita.

«La loro storia – spiega il presidente dell’Unione, Ermanno Zanotti – è strettamente legata alla storia della Provincia di Modena, di un popolo, di una Comunità che pur fra le alterne vicende dei vari momenti storici ha sempre mantenuto la vocazione di stare insieme. Ancora oggi queste società non svolgono soltanto una funzione di testimonianza, ma operano con vivacità e intelligenza nel presente, nel tessuto civile e sociale del nostro territorio, con il contributo determinante di migliaia di volontari».

«Le Società Centenarie Modenesi – evidenzia il sindaco Gian Carlo Muzzarelli nella prefazione - sono una grande ricchezza del nostro territorio e danno un contributo prezioso al patrimonio di solidarietà, civismo, senso di appartenenza e di identità che lo caratterizza. La vivacità di queste associazioni, che anno dopo anno cambiano e si rafforzano, è la dimostrazione più bella e concreta che Modena è animata da passione e desiderio di vivere in comunità, condividendo le ore del tempo libero con altre ed altri cittadini ed assicurando continuità culturale». (n.c.)

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