Gazzetta di Modena

Cicabùm, al via la festa dei vent’anni

di Martina Stocco
Cicabùm, al via la festa dei vent’anni

Una mostra alla Galleria Europa, workshop e spettacoli per il “laboratorio”

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MODENA. Cicabùm spegne venti candeline. Il ventennale del laboratorio teatrale integrato viene festeggiato in questi giorni. Le celebrazioni prevedono mostre, workshop e spettacoli teatrali. Il via è stato dato ieri con una mostra fotografica e il simbolico taglio del nastro. Dove? In Galleria Europa, luogo in cui gli scatti in mostra ripercorrono le due decadi di attività del gruppo teatrale. Per festeggiare, gli attori si sono cimentati, quest'anno per la prima volta, anche con la realizzazione di un cortometraggio, girato tra le vie del centro.

Come nasce il progetto? Correva l'anno 1996... quando è stata ideata la costituzione di un laboratorio di teatro per disabili e non. «C'era la necessità di creare un ponte tra i servizi per i disabili e la città», ha esordito Claudia Melli, anima ispiratrice dello stesso. «A quei tempi lavoravo nell'Azienda sanitaria locale - ha ripreso Melli - ed ero la responsabile dell'area Servizi per i disabili. Costruire una rete di servizi ad hoc non era sufficiente. Ho pensato che la risposta per avere un rapporto con la città fosse nel teatro. Così è iniziato tutto. I primi tempi gli spettacoli erano sempre al teatro Storchi: lo riempivamo».

L'esperienza, tuttavia, non è rimasta circoscritta alle “mura” della città. «Ogni anno realizziamo uno spettacolo in un teatro cittadino differente», ha spiegato Sara Di Fabrizio. Pedagogista, ha creduto sin dai primi passi, seppur in differenti vesti, nel progetto teatrale per disabili. «Prima come studentessa, tirocinante dell'antropologa Sandra Degli Esposti - ha raccontato Di Fabrizio - in seguito come coordinatrice del gruppo teatrale e ora anche come aiuto alla regia». Qual è l'idea alla base dell’iniziativa?

«Emerge chiaramente la funzione sociale del teatro - ha risposto Di Fabrizio - perché si costruisce qualcosa insieme partendo dalle differenze. I disabili non sono solo fruitori di cultura, ma protagonisti della stessa».

Quale rapporto si crea tra gli attori?

«Un'ottima relazione - ha sottolineato Sandra Degli Esposti, collaboratrice del laboratorio - anche perché i ragazzi che non presentano disabilità sono di frequente degli educatori, sanno lavorare sulla complessità di linguaggi presenti».

Quale valore ha questa attività per un disabile? «Dal palco al quotidiano il teatro mette in condizione di apertura i ragazzi che partecipano - ha concluso Degli Esposti - sia verso gli altri sia verso se stessi».

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