Gazzetta di Modena

Uno sguardo aperto a tutto il mondo

di Andrea Marcheselli
Uno sguardo aperto a tutto il mondo

Dimensione internazionale per l’istituzione modenese e un’offerta imperdibile

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Uno degli aspetti più significativi della direzione di Ert di Pietro Valenti è stata l'apertura internazionale della fondazione teatrale. Nell'ultimo ventennio, tra la nascita di VieFestival, la partecipazione a vari network europei culminata nella creazione di Prospero, la circuitazione nel mondo di diverse produzioni, primi fra tutti gli spettacoli di Pippo Delbono, Ert è riuscita ad andare ben oltre alla semplice ospitalità estemporanea dell'astro registico o dello spettacolo sensazionale che è quello che, il più delle volte, avviene in Italia. In questo modo Ert non ha solo “esportato” il marchio modenese all'estero, bensì ha creato un sistema di relazioni e interazioni che si sono trasformate in scambi proficui e straordinarie occasioni di crescita del nostro territorio, tali da non rendere poi così sorprendente l'eventuale nomina di un nuovo direttore straniero, fra i tanti che si sono appunto candidati, come anche la presenza in cartellone di nomi che vanno da Platel a Stemann, da Peschke a Bogomolov, da Vargas a Parolin, da Buljan a Brie, a Dominique Pitoiset, con una ricchezza di contenuti che riteniamo abbiano davvero poco da invidiare a chiunque. Se a tutto ciò si aggiungono, alla stagione del 40°, i nomi dei Latella, Orsini, Popolizio, Lavia, Gassman, Bruni, De Capitani, Manfredini e di tutti gli altri grandi interpreti del teatro che si alterneranno sui palchi dello Storchi e delle Passioni, possiamo solo ripetere le note positive sulla stagione della consacrazione di Ert quale Teatro Nazionale che anticipavamo lo scorso maggio. Giuliano Barbolini, Gianpietro Cavazza, Rita Monticelli hanno confermato la soddisfazione delle istituzioni circa l'attuale stato delle cose: diciamo che al nuovo consiglio rimane l'incombenza di un'eredità stimolante, ancorché pesante, da mantenere. Concordiamo peraltro con quanto affermato da Valenti, e cioè che la città deve proteggere il futuro di Ert e delle sue peculiarità che la vedono profondamente radicata sul territorio, grazie alla costante attenzione alla formazione di giovani artisti ma anche del suo pubblico, come pure protesa verso orizzonti estremamente aperti a una dimensione globale dell'idea di cultura. Intanto, però, agli spettatori modenesi rimane una stagione probabilmente da incorniciare proprio per la vastità delle prospettive che propone con tanti spettacoli che rientrano nella categoria degli imperdibili (giusto per citarne alcuni: Mahler Project, Il prezzo, Delitto e castigo, Afghanistan: il grande gioco o il Faust cinese, per chi non l'avesse già visto allo scorso VieFestival.

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