Gazzetta di Modena

Una “Setta” tra realtà e fantasia

di Michele Fuoco
Una “Setta” tra realtà e fantasia

La bella prosa dello scrittore finalese in una disincantata ricognizione umana

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MODENA. Il nuovo romanzo postumo “La setta dei golosi” (Garzanti, pp. 280, euro 18.50) di Giuseppe Pederiali, da alcuni giorni in libreria, consente di ritrovare la bella prosa della scrittore finalese, morto nel 2013, all'età di 76 anni (in seguito ad un incidente stradale), la cui invenzione narrativa, genuina e continua, è improntata ad un sano realismo e ad effusioni sentimentali per figure e cose della sua terra natale, anche se il lavoro lo aveva portato a vivere a Milano. Personaggi reali e fantastici si intrecciano per un racconto denso di fatti e coloriture anche quotidiane, familiari. Il narratore fa emergere una varietà di situazioni, con accostamenti improvvisi, per una disincanta ricognizione esistenziale di un ricco campionario umano.

Di varie nazionalità i componenti della setta dei golosi, definita anche compagnia dei raffinati, circolo internazionale dei buongustai, club di esperti d'alta cucina, amici della tavola rotonda e apparecchiata, la cui aspirazione era quella di cercare la “sublime ricetta” che, secondo la leggenda, permetteva l'immortalità. Ne era custode Jacopo-Tantolo che “aveva oltraggiato gli dei rubando loro la ricetta del cibo che rende immortali. Tantolo intendeva donarla agli uomini per farne dei semidei... Riuscì a diventare immortale, ma gli dei lo condannarono a non godere dei piaceri della vita: sempre circondato di cibi che non poteva magiare, di vino ce non poteva bere, di donne che non poteva amare...”.

Sulle sue tracce si poneva la setta dei fanatici. Ma la scomparsa di un noto giornalista-gourmet e di un anziano cuoco, metteva in guardia i vari chef. Jacopo era stato accolto da Matilde nell'Osteria della Fola a Finale. L'aveva salvata a Ferrara da due rapinatori. Per puro caso Matilde Messi, la cui passione per la cucina le era sta tramandata da un avo, celebre cuoco presso gli Estensi, aveva scoperto nel vagabondo Jacopo le doti di esperto cuoco e conoscitore delle più antiche tradizioni culinarie.

La storia si tesse anche di considerazioni, riflessioni, come quella di Tantalo di vivere la più terribile delle torture, cioè quella di non invecchiare mai, per aver consumato il cibo degli dei; e quella della sua donna Susy che rifiuta il cibo, perché ritiene che il cibo degli dei sia una condanna che non merita.

Nella felicità di narrare Pederiali manifesta un grande amore per la buona cucina (nella parte finale del libro ci sono ricette di alcuni dei piatti magici) per la vita, per la gente passionale, sincera, genuina e generosa descritta in uno stile disinvolto, tessuto talvolta di un garbato humour. La sua scrittura, ludica e sorvegliata, è capace di sostenere i maggiori confronti anche per la costruzione dei dialoghi, il taglio di episodi, per la capacità di sapersi affidare al buonsenso.

Pagine di saporosità, di trepida vicinanza alle varie creature, le cui vicende vengono trasferite anche in una dimensione immaginativa, con i luoghi che appaiono incarnazioni delle diverse qualità umane, in una trama quasi epica di valori e di esperienze di una collettività, della terra dell'autore. Il che spiega il successo dei suoi romanzi di genere storico-fantastico, con la trilogia “Le città dell diluvio” (1978), “Il tesoro del bigatto” (1980), “La compagnia della selva bella” (1983). Con Grazanti il modenese ha pubblicato, tra gli altri, “L'Osteria della Fola” che ha ottenuto, nel 2002, il “Premio Chiara” e il “Premio Dessi”, “Il sogno del maratoneta”, da cui è stato tratto l'omonimo sceneggiato televisivo, “La vergine napoletana” con cui si è imposto al “Premio Alessandro Manzoni” nel 2009, “Il monastero delle consolatrici”.

Sua la serie di romanzi che vede protagonista l'ispettore di polizia Camilla Cagliostri. Nel 2010 ha vinto il premio Pico della Miradola per la carriera di scrittore. Ha collaborato con il cinema (da un suo racconto tratto il film “Luci lontane” nel 1987), radio e televisione. Il suo nome è noto anche all'estero (Germania, Inghilterra, Russia, Francia e Giappone), dove i suoi romanzi sono stati tradotti.

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