Gazzetta di Modena

Modena. La sfida dell’artista? Al Santa Margherita la racconta “Versus”

di Michele Fuoco
Modena. La sfida dell’artista? Al Santa Margherita la racconta “Versus”

MODENA. È costruita, in parte, sulle raccolte della Galleria Civica la mostra “Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno” che apre venerdì, alle 19, a Palazzo...

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MODENA. È costruita, in parte, sulle raccolte della Galleria Civica la mostra “Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno” che apre venerdì, alle 19, a Palazzo Santa Margherita. Una rassegna (fino all'8 gennaio) di 130 lavori di 125 artisti tra i più importanti che coprono 100 anni di attività e di ricerche. E non mancano giovani emergenti. «Infatti - sostiene Serena Goldoni curatrice, con Andrea Bruciati e Daniele De Luigi, della mostra - sono state chiamate 16 nuove leve che hanno realizzato opere per questa occasione, per poi andare a far parte della raccolta. Fondamentale anche la disponibilità di collezionisti privati, di musei e Fondazione Fotografia che hanno prestato le opere».

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La miniera resta la raccolta civica, costituita da 4 mila disegni e di altrettante immagini fotografiche e «queste collezioni - afferma De Luigi - consentono di dialogare con la grande arte del '900 e di costruire percorsi di rimandi e confronti». E la disposizione delle opere alle pareti si presenta a quadreria irregolare per consentire una lettura diversa, più intrigante, «una specie di osmosi diacronica - spiega Bruciati - con richiami plurimi da un'opera all'altra. Il secolo che abbiamo indagato ha visto le avanguardie, l'artista che si mette in gioco, confutando ciò che si è fatto prima. Una continua sfida». Si è rinunciato a dare il titolo alle opere. Li contraddistingue solo un numero, perché il visitatore possa soffermarsi sulla loro conformazione morfologica, stabilire rapporti, individuando variazioni e incroci sottili, una rete di interazioni o di contrasto tra i diversi elementi. Una riflessione sulla loro specificità ma anche nel quadro di collegamenti illuminanti.

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Certi accostamenti possono sembrare arbitrari, azzardati, ma è il valore del rimando a possibili livelli di messaggi, anche contrastanti, che li rende legittimi. Così si individua il conflitto linguistico fra fotografia e disegno, come nelle foto graffiate di Agnetti e nei paesaggi grafici di Giacomelli; il confronto con i propri maestri, come Mariani e Jori che si immedesimano rispettivamente in Leonardo e Max Ernst; il corpo dell'artista quasi tormentato nelle immagini di Nitsch, Acconci, Marina Abramovic... Nella sala grande si parte dalle foto di Atget (Trianon) e di Mapplethorpe (Capri) che rileggono la classicità. Si riflette sul soggetto, sul suo “doppio” fino alla scomposizione in segni e immagini, ad un linguaggio metafisico e surreale. Nelle sale superiori l'immagine si offre alla destrutturazione, ad un'analisi linguistica anche di ordine concettuale. Tanti i maestri (Beuys, De Domincis, De Pisis, Evans, Lucio Fontana, Sol Lewit, Oppenheim, Paladino, Paolini, Man Ray, Rotella, Sanders, Schifano, Sironi...) e anche presenze modenesi, come Barbieri, Franco Fontana, Prampolini, Franco Vaccari, Luigi Ghirri, Parmiggiani. In programma venerdì alle 22.30, nel chiostro del palazzo la proiezione di “Re - Versus”, una selezione di video d'autore e documentazioni dell'archivio video di Careof, a Milano, a cura di Marina Angelotti/Careof.

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