Gazzetta di Modena

"Vie", parte da Modena il viaggio nella scena contemporanea

di Andrea Marcheselli
"Vie", parte da Modena il viaggio nella scena contemporanea

La rassegna giunge al dodicesimo anno e presenta 36 spettacoli in undici giorni con 23 compagnie. Tanti eventi collaterali. Sedi degli spettacoli Modena, Bologna, Carpi e Vignola

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MODENA. Quattro città, 11 giorni, 36 spettacoli per 78 esperienze di visione, 23 compagnie di cui 14 italiane e 9 straniere, 6 prime assolute, 7 prime nazionali, 5 eventi collaterali, dal 13 al 23 ottobre fra Modena, Bologna, Carpi e Vignola: già questi numeri danno la dimensione della dodicesima edizione di VIE Festival, presentata a Bologna dal Presidente Ert Fondazione, Giuliano Barbolini, il suo direttore Pietro Valenti, Massimo Mezzetti, assessore alla cultura della Regione Emilia Romagna, Bruna Gambarelli, assessore alla cultura del Comune di Bologna, Giulia Severi, Dirigente responsabile del settore cultura del Comune di Modena.

Un festival, ha detto Barbolini, di importanza straordinaria, ma soprattutto l'unico ad essere proposto, con queste caratteristiche di internazionalità e ricerca, da un Teatro Nazionale, il che si vorrebbe fosse tenuto nella giusta considerazione a livello ministeriale. Mentre proprio il Ministero, chiosa in un secondo momento Pietro Valenti, non evidenzia grande interesse per le attività sul campo degli operatori di spettacolo, che ancora oggi si fatica tantissimo a voler riconoscere come lavoratori a tutti gli effetti. Dimostrazione ne è l'iniziativa, caduta totalmente dall'alto, del biglietto gratuito il 22 ottobre, senza alcun tipo di confronto con i teatranti, per cui lui avrebbe deciso di non aderirvi.

Ma a parte l'isolato accenno polemico, la relazione di Valenti sul programma del festival ha evidenziato l'indubbia soddisfazione per l'allestimento di quella che dovrebbe essere l'ultima edizione del suo ultradecennale mandato, in cui si concede un'importante vetrina internazionale pure a numerosi artisti italiani, soprattutto giovani, probabilmente senza uguali. Accanto ai 23 artisti titolari degli spettacoli ospitati sono poi anche coinvolti 50 allievi delle quattro scuole per attori, di Rennes, Liegi e Goteborg, legate al progetto europeo Prospero e 10 allievi dell'Accademia Drama di Pechino: se a questi si associano i giovani attori e drammaturghi della scuola di Alta formazione di Ert diretta da Latella, si intuisce il profondo valore della funzione di scambio di esperienza che la manifestazione assume.

Anche perché protagonisti principali sono artisti di importanza fondamentale nel panorama dello spettacolo mondiale. A cominciare da Anne-Cécile Vandalem, col cui “Tristess” si apre il festival, il 13 ottobre, al Pavarotti, per continuare, fra gli altri, con il gruppo Berlin, Michéle Anne De Mey e Jaco Van Dormael, quest'ultimo autore e regista del film “Dio esiste e vive a Bruxelles” e del pluripremiato “Mr Nobody”; o ancora Theodoros Terzopoulos, applauditissimo all'edizione 2013, il grande regista Oskaras Korsunovas, che qui dirige un attore del calibro di Juozas Budraitis, Virgilio Sieni, il Belarus Free Theatre,i Motus, lo svedese Mattias Andersson che dirige lo svedese Backa Theatre e a VIE presenta, nell'ambito del progetto Prospero, “The Misfits” (“Il disadattato”), in chiusura di festival all'Arena del Sole.

Il programma, corposissimo, è disponibile sul sito di Emilia Romagna Teatro Fondazione, e si arricchisce dello spettacolo fra circo, danza e teatro fisico di Piergiorgio Milano, che sarà a Vignola, o ancora di Babilonia Teatri, degli Omini, del Collettivo Cinetico, con due prime assolute, di cui parliamo anche a parte, del duo Carullo-Minasi e di Andrea Adriatico, cui si affiancano iniziative collaterali come incontri con gli artisti, presentazioni di libri e progetti artistici che contribuiscono a rendere il festival appuntamento irrinunciabile.

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