Gazzetta di Modena

Dialogo sulla poesia a Formigine: a Passa la Parola arriva Bernard Friot

di Gabriele Farina
Dialogo sulla poesia a Formigine:  a Passa la Parola arriva Bernard Friot

FORMIGINE. Passa la Parola valica la Manica e approda in Francia. Il testimone del Festival della Lettura dei Ragazzi, continua a raccontare storie. 

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FORMIGINE. «La poesia è sorpresa». Passa la Parola valica oggi la Manica. Il testimone del Festival della Lettura dei Ragazzi, al suo primo giorno a Formigine, dove continuerà anche oggi, è transitato idealmente da una mano britannica a una francese. Il grande nome con cui ha preso il via la sesta edizione non ha bisogno di presentazioni. Ha scritto opere conosciutissime dalle ragazze e dai ragazzi. Due esempi? “La fabbrica di cioccolato” e “Il grande gigante gentile”. Testi da cui Hollywood ha preso spunto per film diretti da grandi registi (Tim Burton e Steven Spielberg); racconti che hanno fatto conoscere nel mondo un autore di globuli rossi gallesi e bianchi norvegesi: Roald Dahl. L’autore britannico è scomparso nel 1990.

Ha ancora storie da raccontare, invece, Bernard Friot, che oggi animerà l’evento curato da libreria Il Castello di Carta e Csi Modena, che nel prossimi fine settimana vivrà il clou proprio in città. Nel 2009 lo “scrittore pubblico” (come ama definirsi) francese ha vinto il Premio Andersen per il miglior racconto destinato a lettori dai 9 ai 12 anni. Oggi chiederà al parco della biblioteca “Cos’è la poesia per voi?”. Una domanda che sarà rivolta a tutti gli interessati (a partire dalle 18) con Sara Tarabusi, ideatrice del Festival, e David Tolin, scrittore. Friot, narratore transalpino, ha pubblicato una risposta nelle sue “Dieci lezioni sulla poesia, l'amore e la vita”.

«La poesia è sorpresa - spiega l’autore in anteprima - e non ha una definizione: definire vuol dire mettere limiti. Per un adolescente la poesia è un modo di comunicare - riconosce la penna di Saint-Piat - e di esprimere nuove esperienze emozionali. Ci sono molti più adolescenti che scrivono poesie di quanto si pensi. La poesia è dappertutto».

Che compito ha allora un autore?

«Quando scrivo penso sempre al lettore - risponde Friot - perché un testo stampato è morto, ma diventa vivo quando è letto. Il mio compito è dare spunti al lettore per renderlo attore della sua lettura. La mia più grande soddisfazione è quando un ragazzo mi dice “a me la lettura non piaceva tanto, poi ho letto il suo libro e ho capito che anche la letteratura potesse fare per me. Il nostro compito è trasmettere la parola».

Al Festival c’è un concorso (“Salvalaparola”) che prevede di salvare un personaggio delle fiabe.

«Salverei i fratelli di Pollicino - anticipa l’ospite francese - perché vi sono molto affezionato. L’aspetto più bello del Festival è che tante persone non iscritte alla biblioteca vengono a seguire gli incontri. Si vede la volontà di andare verso il pubblico».

L’incontro con Friot sarà anticipato dal laboratorio artistico “Scomponiamo la realtà” di Michele Rocchetti e Marco Taddei (alle 16). Alle 17 “La musicastrocca” (sempre nel parco) con Massimiliano Maiucchi e Alessandro D’Orazi e la visita in biblioteca “Sulla nave dei folli”.

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