Gazzetta di Modena

l’incontro

Antonio Ferrara illuminante nel suo racconto sul terrorismo

MODENA. «Uno stupendo esercizio d’empatia». Antonio Ferrara descrive così lo scrivere per adolescenti. In sala consiliare, dopo la presentazione della presidente Francesca Maletti e dell’assessore...

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MODENA. «Uno stupendo esercizio d’empatia». Antonio Ferrara descrive così lo scrivere per adolescenti. In sala consiliare, dopo la presentazione della presidente Francesca Maletti e dell’assessore Gianpietro Cavazza, ha incontrato decine di studentesse e studenti delle medie. Microfono in mano, battuta pronta, ha affrontato temi da grandi con attenzione e sensibilità. Doti indispensabili a spiegare loro realtà che anche gli adulti faticano a comprendere. «I terroristi vogliono comparire sui tg - garantisce l’ospite - e far credere che tutte le persone di altre religioni siano terroristi. Barack Obama (presidente degli Stati Uniti) parla giustamente d’Islam distorto o separa terrorismo dall’Islam». Tante le volte in cui “Nino”, due volte premio Andersen, si rivolge ai giovani. Lo stesso fa Sara Tarabusi, libraria di Castello di Carta (mente di Passa la Parola con la collega Milena Minelli e il Csi). Perché a un tredicenne può essere chiesto d’imparare a guidare? «Per portare una macchina con bombe dentro», la risposta di un presente. In “Mangiare la paura” succede proprio così a Irfan, il ragazzo kamikaze di cui narra Ferrara. I suoi coetanei apprendono che talebani vuol dire proprio “studenti” e martire (in sé) significa testimone. Inoltre, scoprono che il femminicidio «accade al nord e al sud, tra i poveri e i ricchi». Perché intitolare un libro “Mia”? «Perché vuole bene a qualcuno troppo», replica una studentessa. Il primo capitolo descrive il momento dopo dagli sguardi del carnefice. «La narrativa ha una possibilità incredibile per scongiurare il rischio di emulazione - aggiunge lo scrittore-illustratore - perché un modo emozionante per fare educazione sentimentale». Nel Festival della lettura di quest’anno c’è un concorso per salvare un personaggio delle fiabe. Chi salverebbe Ferrara? «Pel di carota: mi sembrava sopportasse tutto il peso dell’ingiustizia e dello scarso ascolto degli adulti nei confronti dei ragazzi». (g.f.)

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