È il giorno delle parole con Andrea Valente
Prima il libro creato dai ragazzi delle scuole modenesi poi show con Scaramuzzino. Ospite anche Sonia Possentini
MODENA. Tanti incontri, un unico passaggio di testimone. Si profila un sabato ricco di appuntamenti a Passa la Parola. Dalle 10 alle 21 piazza Mazzini sarà una miniera in cui giovani lettrici e lettori potranno scavare sacchi di nuova conoscenza.
Magari un giorno saranno come Sonia Maria Luce Possentini, illustratrice che presenterà un doppio appuntamento alle 10 e alle 16.30 (il secondo in Delfini). Oppure reciteranno come Giorgio Scaramuzzino, regista e scrittore sul palco alle 21 con una narrazione teatralizzata nel “quartier generale” della manifestazione. Intanto, possono contribuire alla creazione di un libro. Come? Scegliendo un personaggio delle fiabe da salvare, scrivendolo in una cartolina e imbucandola negli spazi appositi. Lo scorso anno è stato fatto lo stesso con un termine da salvare.
È nato così il dizionario delle parole perdute che sarà presentato alle scuole domani mattina alle 11 nell’aula del consiglio comunale, alle 18 in piazza Mazzini. Lo introdurrà Andrea Valente, scrittore e illustratore, sul palco anche alle 21 con Scaramuzzino.
Che ne pensa il “papà della Pecora Nera” di “Salvalaparola”, il concorso lanciato per il Festival organizzato dalla libreria Castello di Carta e dal Csi?
«Un’iniziativa bellissima, da cui mi sono lasciato coinvolgere».
Che parola ha salvato Valente?
«Fulmicotone: una parola che compare nel libro “Dalla Terra alla luna” di Jules Verne e che oggi non si usa più».
Che personaggio della fiaba salverebbe?
«Il pisello della principessa sul pisello. Non si sa che fine faccia, magari viene scavato».
Come definisce Passa la Parola?
«Più che un Festival è una Festa, dedicata proprio ai ragazzi».
Molti temi però sembrano per grandi…
«Ai ragazzi si può parlare di qualsiasi tema, non esistono i tabù».
Più facile scrivere per ragazzi o per grandi?
«Dipende: ognuno fa il suo mestiere».
C’è ancora bisogno di essere “Pecora Nera” oggi?
«È doveroso distinguersi per non essere uno dei tanti, ma scoprire se stessi».
Come vede Passa la Parola nel panorama nazionale?
«Un appuntamento di medie dimensioni e con ospiti importanti».
Tornasse indietro, Valente rifarebbe lo stesso percorso?
«Chissà: una volta disegnavo pecore, poi ho avuto l’occasione di scrivere. Forse avrei preso strade diverse. Mi piacerebbe tornare però sulla stessa carrozza».
La soddisfazione più grande per un autore?
«Incontrare i ragazzi: un’emozione che gli scrittori per più grandi non sempre provano».
Un consiglio da dare a chi vuole iniziare a scrivere?
«Facilissimo: leggere. C’è chi nasce con la capacità di scrivere, ma per larga parte s’impara». Ed è questo proprio lo spirito del Festival.
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