Frigieri presenta a Carpi “Troppo Tardi”, il suo nuovo album
Dalle 19 di domenica 25 settembre, all'associazione Appenappena di via Petrarca 23/D, Giancarlo Frigieri presenta “Troppo Tardi”, il suo settimo album, un lavoro realizzato con voci e chitarre dove la ricerca...
CARPI. Dalle 19 di domenica 25 settembre, all'associazione Appenappena di via Petrarca 23/D, Giancarlo Frigieri presenta “Troppo Tardi”, il suo settimo album, un lavoro realizzato con voci e chitarre dove la ricerca sulle parole convive con quella sonora. Il musicista di Sassuolo ha realizzato infatti un album che non ha le classiche sonorità “da cantautore”, ma dove chitarre e voci sono usate spesso soltanto come sorgenti di suono per poi essere debitamente filtrate dagli effetti più svariati.
Può accadere così che ne “Il chiodo” Frigieri sussurri le parole “Zitti tutti” per simulare una batteria con le spazzole, che in “Motivi Familiari” la ritmica sia affidata alle parole “Ti amo” in lingua finlandese mandate in loop, oppure in “Elicotteri e cani” l'effetto percussivo sia garantito da respiri e feedback di chitarra. Pure le chitarre non sono usate sempre in maniera convenzionale e, pur non mancando le classiche ballate, capita che in “Fiori” un assolo di chitarra sia fatto unendo pezzetti di melodie di autori classici del Novecento sopra a un basso simulato con la voce alla maniera di Bobby McFerrin.
Gli otto brani dell’album sono legati da un tema comune, ed a volte alcune parole ricorrono volutamente, proprio per creare un ulteriore legame interno tra le canzoni. «È un disco che parla dell’accettazione della propria sconfitta, del fatto che riconoscere di essere stati sconfitti non è una cosa necessariamente negativa anzi può essere un ottimo punto per ripartire, visto che capita molto spesso di fallire in quello che ci si è prefissati, almeno all’uomo comune» racconta Giancarlo Frigieri, lasciando all’ascoltatore il gusto di scoprire le possibili interpretazioni.
«I testi - prosegue Frigieri - parlano più o meno tutti di questo, di storie di persone sconfitte, di chi la vive come un incubo, chi la vive come una liberazione per poter ricominciare, chi la vive ridendoci su, chi non si rassegna, chi la prende serenamente come un’esperienza necessaria e chi nella sconfitta ci fa il bagno tutti i giorni». Merita infine una segnalazione il video del singolo “Il Chiodo” a cui ha partecipato Vincenzo Maenza, campione olimpico di lotta greco-romana, in cui si vede in parallelo lo sforzo e la passione di chi pratica sport chiamati abitualmente “minori” e chi suona musica al di fuori dei circuiti mainstream. (nic.cal.)
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