Magico Riondino a Vignola, dall’Ariosto ai “poemi” su Fornero e Renzi
Sono passati ben 500 anni da quando Ludovico Ariosto ha composto il poema “L'Orlando furioso”. Sabato sera, nella suggestiva Piazza dei Contrari, affacciata sulla Rocca, il cantautore nonché...
VIGNOLA. Sono passati ben 500 anni da quando Ludovico Ariosto ha composto il poema “L'Orlando furioso”. Sabato sera, nella suggestiva Piazza dei Contrari, affacciata sulla Rocca, il cantautore nonché scrittore, David Riondino, ha stregato il pubblico con la lettura di alcuni stralci del poema, intervallandola con il suo racconto sull'epica e sul poema cavalleresco.
Riondino, accompagnato dalla chitarra di Alessandro Deiana e dal violoncello di Fabio De Leonardis, ha fatto rivivere l'ottava rima. Si è parlato della figura dell'eroe, in particolare di quello innamorato e le avventure che si trova a dover affrontare, spesso per raggiungere l’amore. «Orlando è innamorato di Angelica - ha spiegato Riondino - e ci vuole un risultato finale da raggiungere, Ariosto non fece fatica a inserire un contesto magico, di cavalieri, ognuno con la sua arma magica e sempre a cavallo”.
La continua ricerca di qualcosa, nel caso di Orlando è il senno che lo farà poi rinvenire dal suo innamorato nei confronti della bella Angelica. La figura del cavaliere, ha raccontato ancora Riondino, è antica e come tale ha sempre vissuto di storie che fino ai giorni nostri hanno raccontato la straordinaria e spesso magica vita di questi eroi. Non solo l'Orlando furioso ma Riondino ha voluto analizzare e raccontare anche il Don Chischiotte, che 100 anni dopo il poema di Ariosto, non solo citava l'Orlando furioso ma raccontava un cavaliere diverso: «Se l'Orlando è stato l'emblema di questo viaggio sentimentale il concetto della cavalleria, dell'eroe che dedicando a una donna la propria vita, scrive la sua impresa, lo possiamo trovare appunto nella figura di Don Chisciotte. Da un parte l'epica eroica non ha più motivo d'essere, sono passati 100 anni e siamo in un periodo dove le armi da fuoco hanno cambiato il concetto stesso del combattimento, il cavallo non è più un mezzo così veloce ma d'altra parte questa epopea eroica la fa non più un cavaliere ma un qualsiasi personaggio, un signore come Don Chisciotte che dopo aver letto le avventure dei cavalieri, si lancia anche lui in questa impresa, in questo viaggio».
Dai cavalieri si è arrivati poi ai giorni nostri e Riondino ha conquistato la piazza con due suoi poemi in chiave ironica, uno dedicato al famoso pianto della Fornero e un altro dedicato invece al presidente del Consiglio Renzi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
