Gazzetta di Modena

«A teatro vi spiego perché oggi è arte pure una caramella»

di Chiara Bazzani
«A teatro vi spiego perché oggi è arte pure una caramella»

MODENA. Il Teatro delle Passioni riapre la stagione teatrale domani sera alle 21 con “L'arte è una caramella”, spettacolo colorato e vorticoso che attraversa cinquecento anni di storia dell'arte....

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MODENA. Il Teatro delle Passioni riapre la stagione teatrale domani sera alle 21 con “L'arte è una caramella”, spettacolo colorato e vorticoso che attraversa cinquecento anni di storia dell'arte. Carlo Vanoni, divulgatore ed esperto d'arte, autore del libro “A letto con Monna Lisa”, ha firmato la sceneggiatura assieme a Luca Berta,per la regia di Gian Marco Montesano, regista, autore e artista tra i più affermati nelle arti visive; lo spettacolo indaga un tema fondamentale nell'arte: che cosa fa di un'opera un'opera d'arte? Come possono dialogare Leonardo Da Vinci e Andy Warhol? Un’ora e mezza di parole, immagini e musica eseguita dal vivo, in un ‘a solo’ che da Monna Lisa si conclude davanti a 79 kg di caramelle ammucchiate nell’angolo di un museo. È arte anche questa? Per capirlo abbiamo intervistato Carlo Vanoni.

Carlo, uno si potrebbe anche chiedere: le caramelle sono un'opera d'arte perché sono in un museo, o c'è un valore aggiunto che le rende un’opera d'arte?

«Certo che c'è il valore aggiunto, e con questo spettacolo cerco proprio di raccontarlo. Ci terrei a sottolineare che si tratta di uno spettacolo teatrale non di una conferenza. Io uso il teatro perché è l'ultimo luogo dell'attenzione. Sono finiti i luoghi dell'attenzione, ci sono solo i luoghi di distrazione: televisione, internet. A teatro uno entra e si siede e ci sono i presupposti perché rimanga lì fino alla fine».

Allora partiamo dall'inizio.

«Certo. Lo spettacolo parte con l'immagine delle caramelle e con l'affermazione che quella è un'opera d'arte ed è la mia opera d'arte preferita. Questo genera normalmente un certo stupore. L'immagine successiva è invece quella del quadro più famoso al mondo e che nessuno oserebbe mai mettere in discussione come opera d'arte, cioè Monna Lisa. La domanda allora è perché Monna Lisa è un'opera d'arte? Nessuno si farebbe mai una domanda del genere, invece ce lo chiediamo per le caramelle, e questo accade perché a partire da un certo periodo gli artisti, oltre alla pittura e agli strumenti tradizionali come il marmo e il bronzo si avvalgono anche di materiali presi dalla vita di tutti i giorni, come le luci al neon, i manifesti pubblicitari, i giornali, e altri oggetti come le caramelle».

Quindi la domanda è cosa significa la bellezza nell'arte?

«A partire dal '900 la bellezza naturale non coincide più con la bellezza artistica. Non è più una questione mimetica. Io faccio un monologo, a un certo momento che parla proprio della mimesi, un momento dello spettacolo secondo me tra i più belli in cui faccio una cavalcata partendo addirittura da Giotto per spiegare che cosa è l'arte mimetica, per poi dire, più avanti nello spettacolo che l'arte mimetica nel '900 c'è ancora ma non è più l'unica».

Come è costruito lo spettacolo?

«Lo spettacolo l'ho scritto io ed è un a solo, dove suono la chitarra per spiegare Pollock, il pianoforte per spiegare Kandinsky, il carillon per spiegare Picasso, una vecchia radio per spiegare Cezanne. Oggetti di scena che mi servono per tradurre questi linguaggi complessi a un pubblico di persone che ha fatto un'altra scelta di vita e invece di studiare storia dell'arte ha fatto un altro mestiere, perdendo di vista questa evoluzione dell'arte. Allora cerco di raccontarla ma attraverso una trasfigurazione poetica, con il dono del teatro e questi oggetti di scena che mi permettono di farlo».

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