Ecco “Acqua & farina” progetto di 6 Comuni dell'Appennino sul borlengo
Prime iniziative domani e domenica al Castello di Guiglia: convegno, degustazioni, cucine aperte, percorsi natura
APPENNINO. Si punta sulla gastronomia, sull’Appennino e sulle colline modenesi, per incrementare il settore turistico.
E proprio in questa direzione va il progetto “Acqua & farina”, patrocinato dai sei Comuni modenesi patria del borlengo: Guiglia, Zocca, Montese, Marano, Savignano e Vignola. L’obiettivo è omaggiare proprio il borlengo e la zampanella montesini, prodotti tipici, sempre più apprezzati e ricercati. E così domani e domenica, presso il Castello di Guiglia, si svolgeranno alcune iniziative, con la collaborazione delle Pro Loco dei sei Comuni.
I lavori si apriranno domani mattina con il convegno “Acqua&Farina, sapore, cultura e vita nell’alimentazione”, alle 10.30, presso la Sala degli Scolopi di Guiglia. Interverranno il giornalista e gastronomo Luca Bonacini, il docente di chimica e fisica degli alimenti Davide Cassi e il docente di storia e cultura della cucina italiana Davide Mondin, mentre a condurre l’incontro sarà la giornalista e scrittrice Miria Burani.
Per tutto il giorno e nel corso della domenica sarà poi possibile gustare i borlenghi preparati dai volontari, oltre ad altri prodotti tipici del territorio. Non mancheranno i percorsi nella natura a cura di PromAppennino, un bookshop e laboratori per i più piccoli. Nella manifestazione, organizzata anche con il sostegno del marchio Tradizione e Sapori e con il contributo di Bper Banca, saranno coinvolti anche i ristoratori di Guiglia che nel corso delle due giornate, a partire dalle 16, apriranno le porte delle loro cucine per corsi intensivi di preparazione di borlenghi, crescentine, pasta fatta a mano, torte e dolci tradizionali.
Un evento unico che si immagina fatto per durare nel tempo: Montese, con le sue zampanelle, si è già candidato per ospitare l’edizione dell’anno prossimo. Un evento che vuole unire l’aspetto culinario a quello culturale e storico. Il borlengo del resto ha una genesi profondamente radicata nella storia di questi luoghi: secondo la leggenda nacque proprio a Guiglia, nel 1226. Il castello locale venne accerchiato dai modenesi e con il passare dei giorni i viveri cominciarono a scarseggiare. La farina diminuiva, e l’impasto con cui si realizzava il pane diventava sempre più acquoso, tanto da trasformarsi in una pasta sottilissima, con cui si iniziarono a preparare i primi borlenghi.
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