Passa la Parola chiude col record di presenze
Fino a domenica a Levizzano e Vignola la mostra Expression of Hope realizzata da Sanofi Genzyme
Sono più di 14 mila le presenze registrate durante la sesta edizione di Passa la Parola, il Festival della Lettura per Ragazzi organizzato da Csi Modena e Libreria Castello di Carta di Vignola, che ha chiuso la serie di appuntamenti aperti al pubblico a Castelvetro presso la splendida cornice del Castello di Levizzano Rangone. Qui, fino a domenica e a Vignola al Salotto Muratori la mostra Expression of Hope, una mostra con le opere realizzate dai pazienti affetti da malattie da accumulo lososomiale, allestita grazie a Sanofi Genzyme. Ne parla Enrico Piccinini, General Manager Sanofi Genzyme Italia e Malta.
Continua il binomio tra Sanofi Genzyme e Passa La Parola, perché?
«Nel 1993 aprivamo il nostro ufficio a Modena. Il legame con la città eè un valore che alimentiamo ogni giorno con la partecipazione alla vita del territorio, a iniziative che ci permettono di parlare a generazioni diverse e di trasmettere loro il nostro impegno per le malattie rare».
Dopo la mostra sulle malattie rare una esposizione di opere dei pazienti: perché avete creduto in questo progetto e come si compone?
«Il progetto Expression of Hope compie 10 anni. In tutto questo tempo ha coinvolto e sensibilizzato milioni di persone nel suo viaggio in tutto il mondo. Ha dato voce alle malattie rare. Ha portato speranza. A oggi sono più di 450 le persone - pazienti, familiari, amici, medici, artisti - ad aver dato forma alla loro storia rara, come rara è la patologia con cui convivono».
Cosa significa l'impegno con comunità di pazienti che soffrono di malattie disabilitanti?
«Significa andare oltre la soluzione terapeutica. Ascoltare ed essere al fianco delle persone e dei loro cari, supportarli attraverso servizi che possano migliorare la loro qualità di vita. Questo vuole dire anche amplificare la loro voce e far crescere la consapevolezza della comunità verso le loro condizioni e le loro esigenze».
Cultura e medicina possono quindi “stare insieme”?
«In un certo senso sì. Expression of Hope è un esempio di come l’espressione artistica e la condivisione possano rappresentare una forma di “terapia” capace di far crescere la consapevolezza della vita con una malattia rara, aiutare le persone che ne sono affette ad esprimere i propri sentimenti e superare numerose barriere».
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