Gazzetta di Modena

Nek: «Entusiasmo e curiosità gli ingredienti del mio album»

di Silvia Marchetti
Nek: «Entusiasmo e curiosità gli ingredienti del mio album»

Il cantautore sassolese si racconta, parla del nuovo album e annuncia un concerto evento:«Un lavoro sperimentale e poetico frutto dell’energia sanremese e dell’ultimo cd E a maggio realizzerò un sogno: un concerto all’Arena per i 25 anni di carriera»

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MILANO. Venerdì, 14 ottobre, uscirà “Unici”, il tredicesimo album di Nek. A quasi due anni dall’enorme successo ottenuto al festival di Sanremo, Filippo Neviani si rimette in gioco realizzando un disco energico e al contempo poetico. Undici canzoni sulla vita e sull'amore in tutte le sue sfumature, in particolare quello per la famiglia e la sua terra d'origine. E a maggio arriverà il primo vero concerto all'Arena di Verona. La presentazione è avvenuta ieri a Milano.

Filippo, il titolo del tuo nuovo album sembra quasi uno slogan. Cosa significa?

«Spiega il fatto che ciascuno di noi è unico nel suo genere, che la vita è spettacolare. Spesso non ci accorgiamo di questo, non cogliamo la bellezza dei dettagli. Ma sono proprio le sfumature a doverci affascinare. Il mio nuovo album nasce dall'energia sanremese e del precedente disco ma è diverso, più sperimentale nelle sonorità e più poetico nei testi. Oggi mi sento più entusiasta rispetto a due anni fa. Forse perché ho acquisito maggior consapevolezza. È come se fossi su un treno: fino a poco tempo fa non guardavo neanche il finestrino. Ora guardo fuori e ammiro il paesaggio. Riesco ad apprezzare le piccole cose».

Nel disco dedichi una canzone alla tua terra d'origine, Sassuolo, da cui non riesci mai a staccarti.

«Si intitola “La mia terra”. È una delle canzoni del nuovo disco a cui tengo di più. Sono un nostalgico, sono molto legato al passato e alle mie radici. Ho comprato casa a Milano solo per motivi di lavoro ma ho bisogno di tornare a Sassuolo perché io sono uno di provincia. Ho bisogno di stare con i miei amici, nei miei luoghi d'infanzia. Le grandi città mi affascinano ma non potrei mai viverci. A Milano scrivo le canzoni, in perfetta solitudine. Ma appena posso torno a casa. Sono legato ai piccoli centri, dove tutti si conoscono, dove hai le tue certezze e i veri affetti. È da lì che vengo».

Ad Amici hai trovato un nuovo amico, J-Ax, con cui duetti nell'album.

«Sì, sulle note di Freud. Il brano nasce dal bellissimo rapporto umano che c'è tra di noi. Una collaborazione eccitante, c'è molta meno strategia di quanto si possa immaginare. E poi nessuno meglio di lui può accompagnare un altro psicolabile come me! Ci siamo proprio divertiti a ironizzare su uno dei maestri della psicologia. Ci rivolgiamo a Freud per dirgli: hei, sei lì che cerchi sempre risposte, ma è inutile, l'amore non ha manuali di istruzione. Non si spiega».

E di Erri De Luca che mi dici?

«In “Unici” c'è una canzone che si ispira a “Valore”, una sua poesia. De Luca è un personaggio che ammiro molto. Una volta ho ascoltato un amico che recitava proprio questa poesia e mi ha entusiasmato. Ho preso spunto per scrivere “Questo so di me”, una canzone sull'amore, che per me è approdo e ancoraggio. Credo che la musica porti lontano la poesia, e riesca sempre ad andare oltre».

Tua figlia Beatrice ha già ascoltato il disco?

«È la mia fan numero uno. Ascolta solo le mie canzoni. Però è un'ottima critica. A suo modo mi dà consigli. Ora è nella fase guardia del corpo, ed è un po' gelosa delle fan che mi chiedono foto e autografi. Prima invece pensava che i flash e le folle urlanti fossero solo per lei: salutava il pubblico in perfetto stile regina Elisabetta».

A maggio realizzerai un tuo sogno: un concerto all’Arena di Verona. Cosa provi?

«È la mia prima vera data in Arena dopo 25 anni di carriera. Sarà un live speciale, in apertura del nuovo tour. Sono emozionato! Porterò sul palco qualche ospite, sicuramente J-Ax. La mia vera dimensione è il live, possibilmente in teatro, per stare a stretto contatto con il pubblico. Se potessi starei un anno e mezzo in tour. Ma ho una figlia e molti altri impegni. Servirebbero giornate di 48 ore per riuscire a fare tutto. Televisione, musica, ho nel cassetto anche un romanzo che un giorno forse pubblicherò. Sto registrando la versione spagnola di “Unici”, che uscirà a gennaio in America Latina e in Spagna, e sto anche pensando al prossimo album di inediti. Sono proprio un iperattivo».

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