Gazzetta di Modena

Glaciale thriller nordico, una favola

di Altea Alessandrini
Glaciale thriller nordico, una favola

Al Teatro Comunale di Modena in prima nazionale l'atteso “Tristesses” di Anne-Cécile Vandalem

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Che posto c'è per l'ombra, la resistenza e il desiderio in una società nella quale esistiamo solo in virtù di ciò che facciamo? Questa la domanda che si pone Anne-Cécile Vandalem nel suo "Tristesses", questa sera e domani in prima nazionale al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, ospite a Vie dopo il grande successo al Festival D'Avignon.

Nel suo spettacolo di teatro musicale, la regista e sceneggiatrice belga indaga quella che considera una delle armi politiche più efficaci dei nostri giorni: "l'intristimento dei popoli". Tristezza, frustrazione ed impotenza costituiscono, nell'Europa rappresentata da Vandalem, terreno fertile per l'ascesa di sentimenti populisti e potenziale scintilla per la guerra civile.

Tristezza è anche il nome dell'isola nella quale è ambientato lo spettacolo; Martha Heiger, leader del partito di estrema destra e candidata favorita alle future elezioni in Danimarca, vi fa ritorno in seguito al misterioso suicidio della madre. Il villaggio natio, ormai ridotto in miseria, è abitato da sole otto persone che si trovano in uno stato di impotente disperazione. La regista crea una finzione narrativa verosimile e che non si discosta troppo dalle odierne realtà sociali e politiche: si domanda cosa succederebbe se due adolescenti decidessero di uccidere la leader del partito populista, in che contesto questo atto estremo possa essere pensato e a quali conseguenze possa portare.

Intrecciando sapientemente comicità e tragedia, Vandalem si interroga sulle possibilità individuali di azione e trasformazione del reale attraverso lo slancio vitale delle proprie emozioni. Al tema dell'adolescenza la regista guarda con profonda fede, come possibilità di apertura al mondo e come "paradossale fioritura di quei corpi addentro ai quali nascono i desideri quando crollano le speranze".

La scenografia minimalista e l'uso delle luci enfatizzano la glaciale ed angosciosa atmosfera del villaggio; un curioso dispositivo scenico, una telecamera che segue i personaggi all'interno delle loro case e proietta l'intimità dei gesti e gli interni su uno schermo, permette di combinare la dimensione teatrale con quella cinematografica. Le musiche in stile folk-rock alternativo amplificano l'atmosfera di sinistra alienazione e, eseguite sul palco da Vincent Cahay e Pierre Kissling, costituiranno un elemento essenziale all'interno dello svolgimento della narrazione.

Il linguaggio della favola e quello del thriller nordico si intrecciano; la possibilità delle persone di riconnettersi a una dimensione irrazionale, arcaica e simbolica si scontra con la tristezza che deriva da un'ultra-razionalità e dall'incapacità del soggetto di capire quale sia il proprio legame con il passato e con la Storia.

"Tristesses" è prodotto dalla Das Fräulein Kompanie tramite la quale Vandalem si dedica allo sviluppo della sua personale estetica che, partendo da universi iperrealistici, costruisce cornici di tragedie domestiche.

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