La Serenata di “Spira Mirabilis” performance di eccellenza assoluta
Venerdì scorso la Spira Mirabilis ha presentato il suo ultimo progetto: la Serenata n.2 op.16 di Johannes Brahms. Si tratta di una breve composizione di circa 35 minuti che Brahms scrisse in due...
Venerdì scorso la Spira Mirabilis ha presentato il suo ultimo progetto: la Serenata n.2 op.16 di Johannes Brahms. Si tratta di una breve composizione di circa 35 minuti che Brahms scrisse in due versioni: la prima, del 1859, per ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani e archi (ma senza i violini); la seconda, del 1875, con due soli corni e senza trombe e timpani, versione eseguita venerdì dalla Spira.
Con l'assenza dei violini Brahms cercò una sonorità verso il grave, con toni più morbidi e scuri per una musica intimistica e meditativa. Scelta che Brahms ripeterà nella prima parte del Requiem Tedesco e in due quintetti per archi. Come si vede, l'organico dà un ruolo prevalente ai fiati, ai quali è affidato tra l'altro l'inizio della Serenata. Anche nell'ultimo movimento, Rondò con sapore quasi rustico, il suono squillante dell'ottavino, riprendendo la tonalità maggiore dell'inizio, annulla lo stile intimistico della composizione per creare il clima di una festa paesana.
I movimenti di questa Serenata in la maggiore presentano caratteristiche assai diverse: l'Allegro iniziale è scritto in forma sonata e sviluppa una melodia discendente a terzine scomposta poi in forma contrappuntistica; il secondo, Scherzo e Trio, espresso in due diverse tonalità maggiori, alterna forti sonorità dei fiati nello Scherzo a momenti lirici nel Trio; segue l'Adagio in tonalità minore che ricorda la grande Passacaglia in do minore di Bach con quell'aria mistica e quello stile corale che raggiungono il massimo con l'intervento del corno sul tremolo della viola; il Quasi minuetto e Trio è molto elegante nella prima parte, ma poi si perde in variazioni non coerenti; il Rondò Allegro finale è il tripudio di una festa popolare con danze paesane. Come scrisse il critico musicale Eduard Hanslick, contemporaneo del compositore, Brahms fu l'antagonista della "musica avveniristica" e romantica wagneriana (alla quale appartenevano anche Liszt e Berlioz) che ricercava una maggiore libertà espressiva rispetto agli schemi classici, ma con soluzioni violentemente drammatiche.
Brahms cerca invece una profonda intimità, mantenendo in parte la tradizione classica, ma sperimentando, come in questo caso, il passaggio a diverse tonalità nella stessa composizione, anticipando quindi la musica atonale e offrendo alcuni stilemi sonori che già annunciano l'arrivo di Gustav Mahler. La Spira aveva già affrontato lo studio di Brahms con la quarta sinfonia. Questa Serenata può forse essere il passaggio verso un'altra composizione impegnativa come la prima sinfonia che sarà affrontata l'anno prossimo.
È sorprendente come, dopo una lettura a prima vista della Serenata fatta domenica 2 ottobre, alcune prove e una prima esecuzione a S.Prospero la performance di venerdì sia stata assolutamente eccellente. Non stupisce se si pensa che si tratta di giovani professionisti di altissimo livello che suonano abitualmente nelle maggiori formazioni musicali europee come, ad esempio, la Chamber Orchestra of Europe. L'afflusso di pubblico è stato tale che la Spira ha eseguito due volte la Serenata. La seconda volta per il pubblico che era rimasto fuori dall'auditorium per la prima esecuzione. In questa crisi culturale generalizzata che viviamo, i giovani della Spira sono altrettanti raggi di speranza per il futuro.
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