Da "Tristesses" a "The Misfits", echi di un presente che cambia
Un popolo triste si sottomette facilmente. Questo dice "Tristesses" di Anne-Cécile Vandalem, ultima replica stasera alle 20:30 al Teatro Comunale. L'autrice, che incontrerà il pubblico stamane alle...
Un popolo triste si sottomette facilmente. Questo dice "Tristesses" di Anne-Cécile Vandalem, ultima replica stasera alle 20:30 al Teatro Comunale. L'autrice, che incontrerà il pubblico stamane alle 10.30 alle Passioni, mette in scena la "relazione tra tristezza e potere" mostrando come impotenza, intristimento, vergogna e frustrazione siano i pilastri di un governo che persegue l'asservimento del popolo. I temi nevralgici di "Tristesses" ritornano anche in altri spettacoli, creando un filo conduttore all'interno di Vie. In "Allarmi!" di ErosAntEros, a Bologna fino a domenica, paura, razzismo e disinformazione pongono le basi per l'adesione a frange estremiste che anelano alla sovversione del potere attraverso la violenza; in "The Misfits" di Mattias Andersson, il 22 e 23 all'Arena del Sole, la società gerarchizzata, che sfoga il proprio malcontento su occasionali capri espiatori, porta alla nascita di categorie di individui condannati all'emarginazione. Ancora, Andrea Adriatico con "A porte chiuse" ai Teatri di Vita fino al 18, descrive il tormento del giudizio sociale che nega ogni possibilità di riscatto.
Queste consonanze non sono casuali: il teatro contemporaneo segnala un'urgenza di riflessione che chiede attenzione a chi si mette in ascolto, in primo luogo come spettatore.
Natalia Guerrieri
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