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Modena, con il Fai alla scoperta della chiusa San Pietro e di altri tesori

Modena, con il Fai alla scoperta della chiusa San Pietro e di altri tesori

La stragrande maggioranza dei modenesi non avrà mai visto una vera "chicca" storica della città come la chiusa del canale San Pietro. Siamo all'inizio di via Saragozza, in centro storico, a...

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MODENA. La stragrande maggioranza dei modenesi non avrà mai visto una vera "chicca" storica della città come la chiusa del canale San Pietro. Siamo all'inizio di via Saragozza, in centro storico, a pochi metri dai viali, nel vecchio palazzo un tempo sede della Provincia. Qui, dietro una porta senza numero civico, che si apre poche volte all'anno per la manutenzione, c'è il cosiddetto sistema di dilavamento del canale San Pietro.

Questo luogo sarà visibile domenica nel corso della quinta edizione di FaiMarathon che appunto illustra luoghi sconosciuti nelle città d'Italia. Le visite, dalle 10 alle 17 sono gratuite - sono gradite però le donazioni al Fondo per l'ambiente italiano - e oltre alla chiusa del canale prevedono anche visite alla abbazia dei padri benedettini di San Pietro nella omonima strada, al complesso di San Paolo in via Selmi e all'Archivio storico comunale di Palazzo dei Musei.

Mentre gli altri luoghi sono normalmente aperti al pubblico (anche se per l'occasione faranno da "ciceroni" gli alunni dell'istituto tecnico Guarini) la novità è appunto rappresentata dalla chiusa nel palazzo della Provincia.

«Modena come ormai si sa - spiegano Vittorio Cavani e Matteo Ruini, rispettivamente capo delegazione Fai e Fai giovani a Modena - era in sostanza costruita sui canali. Era come Chioggia o, fatte le debite proporzioni, Venezia. Tra l'altro in via Selmi ci sono ancora case costruite sulle palafitte. I canali sono ancora nel nome delle via, da Cavalchiaro a Canalgrande a Canalino e c'è anche questo sistema di dilavamento del canale San Pietro che sorge dove un tempo c'erano i mulini dell'ex monastero e un filatoio».

La curiosità principale riguarda in fatto che, mediamente un paio di volte l'anno, questa chiusa viene sollevata per fare entrare l'acqua nei canali sotterranei: serve per favorire lo smaltimento delle acque nere delle fognature. Questo perché il centro storico, a differenza dei quartieri "nuovi" della città, ha ancora un sistema di scolo in parte legato ai vecchi canali.

Stefano Luppi

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