Gazzetta di Modena

Rouault e il senso del sacro

di Michele Fuoco
Rouault e il senso del sacro

Ad Arte su Carte il “Miserere” e altre incisioni del parigino

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MODENA. Di esperienza esistenziale e mistica si connota l'opera di Georges Henri Rouault (1871-1958), fino al 5 novembre, alla Galleria Arte su Carta, in via Fratelli Rosselli 23. La mostra consente di riflettere sul lavoro che il parigino ha affrontato come maestro del segno, autore di numerosi cicli di opere (si contano 305 incisioni e 60 litografie su pietra), come “Miserere” (1948), “Cirque de l'étoile filante” (1938), “Cirque” (1930), “Les fleurs du mal” (1936-1938) tra cui Roberto Gatti, direttore della galleria e del Laboratorio di Arte Grafica di Modena, ha operato una scrupolosa selezione. In particolare da “Miserere” che si compone di 58 lastre incise su base eliografica poi lavorate con le più tradizionali tecniche incisorie, «soprattutto - rivela Gatti - l'acquatinta con la maniera allo zucchero, l'uso del brunitoio e del raschietto alla ricerca di risultati sempre più particolari». Evidente il carattere espressionista dell'immagine che reca un segno nero, forte e marcato nei contorni, per una maggiore profondità umana e religiosa da accogliere nella sostanza della rappresentazione di “colui che crede in me vivrà”, del “cieco che talvolta consola il vedente”, del “cinese che inventò la polvere per il cannone e che ne fece dono”, di “alzatevi morti!”...». Anche se l'artista riteveva che «la pace sembra di rado regnare su questo mondo angosciato da ombre e parvenze», le opere si nutrono di un umanesimo che sostiene una vita misurata sulla dignità della persona, come voleva il filosofo Maritain che Roualt aveva conosciuto nel 1911 a Versailles. L'esistenzialismo a tinte fosche si apre ad una spiritualità intimistica, a spazi in cui si può ripensare ad altri percorsi di vita, al valore del sacro, alla dedizione alla fede, alla ritualità come funzione catartica. Una religiosità diffusa è da cogliere anche nelle incisioni in cui aleggia discreta la ritrovata gioia di vivere (clown e bambino, Pierrot, giocoliere, pescatore, figlio d'arte), e persino in figure (politicastro, cortigiana con occhi abbassati) senza possibilità di riscatto. Il suo stile di atmosfere anche cupe riesce a far convivere l'esperienza di restauratore di vetrate, la lezione di Gustave Moreau con le sue traiettorie simboliste, influenze letterarie legate a Baudelaire per il suo irriducibile bisogno di bellezza e d'amore, e a Péguy per l'incarnazione del soprannaturale in ciò che è temporale.

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