Lo “scacco” degli individui
“Tristesses”, analisi del destino dei singoli di fronte alla storia
“Tristesses” dice d'essere una storia vera. Lo spettatore ha davanti quello che sembra un set cinematografico. Due diafani personaggi si trascinano a lato del palco mentre un video mostra immagini live di una famiglia che gioca attorno al tavolo di casa. Siamo spiazzati: il gioco non rilassa l'atmosfera, rivela incomunicabilità e frustrazione. È così la vita a “Tristezza”, isola danese quasi disabitata il cui paesaggio grigio ricorda i film di Roy Andersson. C'è anche humor nero che i personaggi usano per comunicare. Sono soggettività traumatizzate nella tragedia delle loro vite, condannati al fallimento individuale e collettivo perché parte degli interessi di un potere economico che crea minacce e risponde con false sicurezze. Martha, figura di spicco del partito ultranazionalista danese e “marionettista” degli eventi, rivolge agli abitanti dell'isola parole simili a quelle del Leviatano di Hobbes. Ma gli abitanti non riescono o non vogliono comprendere, è un quadro di insensatezza reso più amaro dall'estremo gesto finale. Tristezza esprime il destino dei singoli che non ha valore di fronte alla Storia, se non, forse, come narrazione e testimonianza.
Claudia Nigrelli
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