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“Quando hai 17 anni”: un empatico ritratto dell’adolescenza

di Alberto Morsiani

QUANDO HAI 17 ANNI di André Téchiné. Francia 2016 Appassionato di cinema fin dall'infanzia, il ventunenne Téchiné entra nel 1964 a far parte della redazione dei prestigiosi “Cahiers du Cinéma”. Come...

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QUANDO HAI 17 ANNI di André Téchiné. Francia 2016

Appassionato di cinema fin dall'infanzia, il ventunenne Téchiné entra nel 1964 a far parte della redazione dei prestigiosi “Cahiers du Cinéma”. Come tanti altri critici di questa rivista, tra cui prima di lui Rohmer, Truffaut, Chabrol e Godard, esordisce nella regia nel 1969 con “Pauline s'en va”, opera-saggio in cui rinuncia completamente alla narrazione e, per tradurre in immagini le tendenze schizofreniche della protagonista Bulle Ogier, confonde le coordinate spazio-temporali. Il film va malissimo e da allora Téchiné riserverà maggior attenzione al gusto dello spettatore affrontando il racconto cinematografico in una forma molto più distesa e narrativa. Tutta la sua carriera (purtroppo non molti suoi film hanno avuto distribuzione italiana) è frutto di una duplice influenza culturale: in primo luogo letteraria, con riguardo particolare all'opera di Bertolt Brecht, e in secondo luogo cinefiliaca, con un ricorso costante a generi diversi. Nel 1994 dirige uno dei suoi film migliori, “L'età acerba”, in cui, con una sensibilità fuori dal comune, ripercorre l'ingresso, all'indomani della dichiarazione d'indipendenza dell'Algeria, di un giovane “pied noir” in un liceo francese. La stessa sensibilità che mette in mostra ora con “Quando hai 17 anni”, dove, a distanza di vent'anni e più da “L'età acerba”, torna a raccontare la stagione della vita che più lo interessa e che gli ha ispirato anche film come “Il luogo del crimine”, con Catherine Deneuve alle prese con un figlio mitomane, e “Rendez-vous”, sulla crudele esperienza di una giovane aspirante attrice (Juliette Binoche). L'adolescenza nell'attimo in cui si affaccia alla maturità del mondo adulto. Nel suo ultimo film, Téchiné si coinvolge una volta di più, inoltre, in quelle avventure sentimentali appassionate, intense e dolorose, che rappresentano la sua specifica sigla narrativa. In “Quando hai 17 anni”, il contesto è simile a quello di “L'età acerba”: la scuola, dove si incontrano Tom, figlio adottivo di una coppia di contadini, e Damien, un tipo solitario, che prova subito attrazione per il primo. La madre del secondo è il medico che cura la madre del primo, e ciò crea un sottile legame edipico tra i due ragazzi. La loro è una storia di rabbia, forse d'amore, che rimane ampiamente inespressa perché temuta ancorché desiderata. Téchiné mette in mostra la sua capacità di scandagliare le psicologie, i tormenti individuali; racconta con sottigliezza gli scompensi emotivi dei due ragazzi (Damien idealizza il padre pilota militare in missione all'estero; Tom si sente spaesato nella sua condizione di figlio adottivo), e soprattutto mostra una rara empatia con i suoi protagonisti, con le loro palpitazioni, con i loro stati d'animo controversi e conflittuali. Grazie anche a due giovani attori fantastici.

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