Gazzetta di Modena

LA RECENSIONE #2

Sieni, contemplando danze di luce

Sieni, contemplando danze di luce

Il maestro interpreta Giorgio Morandi con cento coristi e danzatori

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Sul palco cento persone, un "corpo folla"che disegna forme in una dimensione di profondo ascolto reciproco."Ballo 1890 - Natura Morta" è una coreografia di Virgilio Sieni dedicata all'opera di Giorgio Morandi, vista sabato al teatro Storchi. L'essenza dei soggetti del pittore bolognese viene mutata dalla polvere che vi si deposita e dalla luce che li illumina, così accade che in "Ballo 1890" il ritmo modifichi impercettibilmente i corpi degli interpreti non professionisti, tra cui ci sono diversamente abili, giovani e anziani. In primo piano si svolge una danza dal carattere gestuale mentre sullo sfondo la Corale di Carpi, orchestrata da Giampaolo Violi, alterna note e sillabe dalla sonorità minimale ma profondamente intensa. La partitura coreografica prevede lenti mutamenti di forma che rimandano all'iconografia morandiana attraverso cambi di peso, appoggi e relazioni tattili tra gli interpreti. Le differenze fisico-anagrafiche evidenti all'inizio dello spettacolo sfumano grazie alla danza e il coro dà vita a un'atmosfera quasi romantica. Così come Giorgio Morandi evitava di toccare i suoi oggetti affinché mantenessero intatta un'essenza naturale, allo stesso modo Virgilio Sieni valorizza la personale espressività di ciascun interprete. Il risultato è un effetto calamita sullo spettatore che, completamente rapito dall'energia che si propaga dai corpi, si trova a vivere un'esperienza di vera e propria contemplazione.

Elisa Maddalena

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