Uomini e panda: "Pesadilla" tra sogno e realtà
"Pesadilla" significa incubo ma anche angoscia. Non è infatti solo durante il sonno che esplode il tormentoso movimento del corpo, nello spettacolo presentato nel weekend da Piergiorgio Milano al...
"Pesadilla" significa incubo ma anche angoscia. Non è infatti solo durante il sonno che esplode il tormentoso movimento del corpo, nello spettacolo presentato nel weekend da Piergiorgio Milano al Fabbri di Vignola. Insonnia e narcolessia si avvicendano senza tregua, veglia e sonno si inquinano reciprocamente. Si dorme a occhi aperti o si vive a occhi chiusi? Il corpo è iperattivo e le sue parti sono in lotta, durante la veglia forte è il contraccolpo di ogni tasto premuto su una tastiera: e-mail inviata, chiamata ricevuta, in un condensarsi di suonerie e ticchettii esasperati. La "divisa" dell'uomo comune - camicia, cravatta e pantaloni - si mescola a forme del mondo animale e femminile, trasformandosi in un ibrido onirico. Compare un panda gigante, alter-ego del protagonista (o è il contrario?) che ne replica i movimenti fino quasi a prenderne il posto. L'animale gli punta contro una pistola, l'uomo fa altrettanto prima di rivolgerla a se stesso. Il movimento virtuosistico attraversa i linguaggi della danza, della comicità clownesca e del mimo, giocando sulla distorsione delle forme. Uno spettacolo che ci trasporta nei profondi meandri della nostra mente, risvegliando un'inquietudine che ci riguarda: il sospetto di essere burattini sballottati in un incubo perpetuo.
Natalia Guerrieri
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