Una danza d'amore in miniatura
All'Arena del Sole arriva “Kiss & Cry” lo spettacolo realizzato dal duo belga De Mey - Van Dormael
Un'appassionante danza che racconta l'amore attraverso l'intreccio tra due coppie di dita. Questo è “Kiss & Cry”, in scena stasera all'Arena del Sole di Bologna alle 21 (replica domani alle 21.30). La coppia di artisti Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael è ospite per la prima volta a Vie con un’opera originale che ha debuttato in Belgio nel 2011 e da allora ha riscontrato un insaziabile successo, venendo tradotta in otto lingue. Lo spettacolo si è imposto nella scena europea come un'originale creazione tra danza e cinema. La De Mey e Van Dormael sono compagni di vita dal 1991. Lei, formatasi in Belgio come danzatrice, si è specializzata alla scuola Mudra di Bejart, ha lavorato con Anne Teresa De Keersmaeker ed è stata tra le fondatrici della compagnia Rosas; dal 2005 è artista associata del centro coreografico Charleroi Danse in Belgio. Jaco Van Dormael è regista, sceneggiatore e drammaturgo, noto al grande pubblico per il lungometraggio “Mr.Nobody”; il suo debutto come autore avviene con “Toto le héros - un eroe di fine millennio” grazie a cui ha vinto La Camèra d'or al Festival di Cannes nel 1991. In “Kiss & Cry” queste due esperienze si amalgamano mantenendo la personale cifra artistica di entrambi, dando vita a un immaginario che unisce la pacata tristezza che caratterizza il lavoro di Van Dormael con la delicatezza e la grazia della danza della De Mey. L'apparente contrasto contenuto nel titolo - “baci e pianto” - descrive efficacemente il contenuto dell'opera: “Kiss & Cry” narra, infatti, attraverso il testo di Thomas Gunzig, la tormentata storia di una donna che attende il ritorno dei suoi amanti perduti. La vicenda viene raccontata attraverso i due linguaggi espressivi degli autori: il primo, quello coreografico, mette in scena una “nano danza” in cui due mani si incontrano all'interno di un micro-mondo fatto di case giocattolo, statuine e paesaggi in miniatura. Il secondo, quello cinematografico, ci mostra in presa diretta, grazie all'uso di microcamere e attraverso uno schermo posto sopra il palcoscenico, il passo a due tra le coppie di dita. “Kiss & Cry” è un'opera pluridisciplinare che non coinvolge soltanto i due artisti ma vede la presenza sul palcoscenico di diversi collaboratori tra cui cameramen, assistenti, tecnici della luce e del suono. L'incontro tra cinema e teatro non è una novità, eppure “Kiss & Cry”, che i giornali hanno definito un “capolavoro”, segna forse un passo avanti; i suoi autori si sono infatti imposti un'ulteriore sfida, non limitandosi a giustapporre i due codici ma dando vita a una dimensione terza, a un linguaggio che date le premesse appare come del tutto inedito. Visto il suo successo, non ci resta che andare a vedere lo spettacolo per scoprirlo.
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