Gazzetta di Modena

Fari puntati sulla “Generazione critica”

Fari puntati sulla “Generazione critica”

L’iniziativa della Galleria Metronom sull’arte giovanile a Palazzo dei Musei

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MODENA. Due pomeriggi, oggi e domani a ingresso libero presso Palazzo dei Musei, dedicati al mondo dell'arte giovanile e ai critici. Sono i contenuti di "Generazione critica. Teorie e pratiche nell'arte del Duemila", evento giunto alla quarta edizione e organizzato dalla Galleria Metronom che per la prima volta arriva in centro storico dopo tre anni presso la sede della galleria fotografica di viale Amendola. L'appuntamento è per le 14 presso la saletta dell'Oratorio al piano terra di palazzo dei Musei, dove si potrà assistere a un convegno con vari interventi. Quest'anno gli ospiti sono gli artisti Andrea Botto e Alberto Sinigaglia, i critici Alessandro Carrer, Francesca Guerisoli, Luca Panaro ed Elvira Vannini e i docenti Fabrizia Carabelli, Vittorio Iervese, Karen McQuaid e il collettivo di artisti "Nastynasty". «Tutte queste persone - spiega Marcella Manni, titolare di Metronom - insieme al pubblico che vorrà partecipare dialogheranno interrogandosi a vicenda su vari temi proprio per indagare e riflettere sulle modalità espressive e sulle esperienze artistiche recenti. Quest'anno ci interessiamo in particolare su 'Differenza e ripetizione' in modo da discutere sul legame dell'arte contemporanea rispetto all'eredità passata e con l'archivio, la conservazione, l'appropriazione legittima che gli artisti fanno. Alla fine lo scopo principale è dare voce a un pensiero critico attuale».

Ieri l'iniziativa è stata presentata anche dal vicesindaco Gianpietro Cavazza che dice: «Su questo tema è fondamentale la formazione che si fa anche mettendo al centro della scena i giovani e i loro saperi. Solo contaminandosi a vicenda si riesce, infatti, a fare progredire la società, poi ovviamente è fondamentale anche il metodo di lavoro che ognuno si dà». Entusiasta dell'idea anche l'artista Alberto Sinigaglia: «L'occasione dà a noi artisti la possibilità di incontrarci con colleghi, curatori, docenti e mettere in discussione il nostro modo di agire, uscire dallo studio e staccare gli occhi dal computer». (s.l.)

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