Il teatro come una lente sul presente
Le ultime repliche per “Amor” di Theodoros Terzopoulos (ore 21) e per “Ci scusiamo per il disagio” degli Omini (ore 19)
Critica sociale, improvvisazione e ironia. Questi alcuni dei tratti in comune tra il teatro della compagnia toscana "gli Omini" e quello del maestro Theorodos Terzopoulos. Attori e autori, gli Omini, quest'anno a Vie con "L'Asta del santo" e "Ci scusiamo per il disagio" (stasera alle 19 al Teatro delle Passioni di Modena, ultima replica), sviluppano i loro spettacoli a partire da indagini antropologiche svolte sul territorio. Ci raccontano che "stabilito un luogo, la prima fase prevede l'incontro diretto con le persone che lo abitano. Le interviste forniscono poi il materiale di base per la costruzione del canovaccio dal quale sarà tratto lo spettacolo. Temi, drammaturgia e interpretazione teatrale vengono sviluppati in tempi molto ridotti grazie all'intesa che abbiamo raggiunto dopo anni di stretta collaborazione". La scelta è quella di coinvolgere lo spettatore, a volte anche direttamente: "L'Asta del Santo" infatti viene messo in scena più volte in spazi non convenzionali quali spiagge, chiese o piazze e prevede per questo una forte componente di improvvisazione.
Di "improvvisazione infinita" parlano anche Aglaia Pappa e Antonis Myriagkos, che saranno sul palco di "Amor" di Theodoros Terzopoulos (stasera alle 21 al Teatro delle Passioni, ultima replica). A proposito del metodo utilizzato dal regista greco, gli attori parlano dell'improvvisazione come mezzo per risvegliare "un'energia addormentata che deve esplodere al massimo per oltrepassare i limiti della vita quotidiana, per vincere la resistenza data dalla paura di perdersi. L'attore deve raggiungere un "punto zero", in cui abbandona qualsiasi riferimento biografico o psicologico, e imparare a sentire il tempo scorrere più lentamente per entrare a far parte di una vera e propria "macchina" guidata dal regista". Improvvisazione e messa in scena sono due momenti diversi del lungo processo di preparazione dell'attore. Myriagkos definisce quest'ultimo un "traditore che sul palco esprime dei sentimenti profondi ma allo stesso tempo li finge e che, con la stessa velocità di un bambino, passa dal pianto alla risata rivelando l'ambiguità della vita. L'idea è quella di un teatro che metta in discussione costantemente le certezze di chi guarda, che costringa a confrontarsi con la novità vincendo le resistenze di ognuno e combattendo il conservatorismo". Secondo Pappa è dunque fondamentale essere consapevoli della responsabilità che un attore e un regista si assumono nel parlare di fronte al pubblico: "Abbiamo un grande potere, anche quello di manipolare".
Il teatro di Terzopoulos nasce sempre da una forte istanza politica: "Alarme", prima parte di una trilogia centrata sul conflitto e presentato a Vie Festival 2013, parlava di potere mentre "Amor" descrive l'attuale crisi del sentimento, specchio di quella economica. Tornando agli Omini, nei loro mondi la riflessione politica non nasce a priori ma scaturisce spontaneamente dalle relazioni nate durante le ricerche. "Il progetto attivo dal 2006 "Memoria del tempo presente"", ci dicono, "è la risposta all'esigenza di un teatro anche politico che abbia un'azione effettiva sul contesto dal quale prende le mosse. Il comico, il dissacrante e l'ironico uniti alla serietà con cui è condotta l'indagine di partenza creano uno spettacolo di cui si gode con piacere ma che è allo stesso tempo in grado di aprire spazi di riflessione". Nonostante la diversità del progetto, la forza dell'ironia è fondamentale anche per gli attori di "Amor" secondo cui "lo humor crea una sensazione disturbante, che instilla dubbi nello spettatore alla fine sulla veridicità di ciò che sta guardando". Oggi, dunque, Vie offre la possibilità di mettere a confronto due realtà del teatro contemporaneo che, pur così diverse, osservano con sguardo critico le aporie del presente.
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