Il trasognato ricordo di un amore
La creazione del duo belga ha incantato l'Arena del Sole
Una fusione di danza, teatro e cinema unica nel suo genere, una messa in scena curatissima unita al racconto di un amore malinconico e trasognato. Questi gli elementi di "Kiss & Cry" della coreografa Michéle Anne de Mey e del regista Jaco Van Dormael, che ieri e martedì ha meravigliato il pubblico di Bologna suscitando lunghissimi scrosci di applausi. Le mani sono il mezzo espressivo scelto da De Mey; mani nude e antropomorfe emergono dall'oscurità e, sulle note di una melodia classica, si cimentano in un danza aggraziata che richiama il balletto; si ritroveranno distese sulla spiaggia e insieme sotto alle coperte, dopo che una manina di plastica era stata chiusa in ermetiche scatole di amori finiti e dimenticati. Sul palco il team di tecnici è impegnato a filmare dal vivo le scene ambientate in microscopici set: acquari, case di bambole, specchi, trenini. Queste sono poi simultaneamente proiettate su uno schermo sopra il palcoscenico, in un processo cinematografico che avviene sotto i nostri occhi e ci incanta. Un po' di frustrazione per uno sviluppo narrativo che, affidato a una voce fuori campo, a tratti scivola in un sentimentalismo troppo rassicurante, hollywoodiano.
Altea Alessandrini
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