Gazzetta di Modena

A La Venere di Savignano prove di dialogo dentro al carcere

A La Venere di Savignano prove di dialogo dentro al carcere

“Leila della tempesta” con Alessandro Berti e Sara Cianfriglia va in scena al teatro La Venere di Savignano

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SAVIGNANO. Oggi, alle 21, va in scena al Teatro comunale La Venere di Savignano, “Leila della tempesta”, uno spettacolo nato dall’opera omonima di Ignazio De Francesco, monaco cristiano della Piccola Famiglia dell’Annunziata, e affidato all’adattamento drammaturgico e alla regia di Alessandro Berti: scrittore, regista e attore teatrale. In scena Alessandro Berti e Sara Cianfriglia.

Un appuntamento che si muove, s-muove e cerca di districare il filo, spesso duro e doloroso, che sembra rendere impossibile il confronto con l’altro.

La sfida di “Leila della tempesta” è proprio questa: narrare una lunga esperienza di dialogo interculturale, realmente accaduta, con detenuti arabi/musulmani tra le mura di un grande carcere.

Il fondale è quindi quello del carcere, e nel carcere in particolare il mondo delle persone coinvolte nel traffico di stupefacenti. Tra loro c’è Leila, giunta in Italia come clandestina, attraverso il mare, durante una tempesta sul Mediterraneo. Leila conoscerà in carcere un volontario, cristiano e monaco, con il quale intreccerà nel corso dei mesi un intenso rapporto, fatto di scoperte reciproche, scontri e incontri, sul filo di una scommessa: trovare punti comuni al di là di tutte le differenze reciproche.

“Leila della tempesta” oltrepassa dunque i limiti della problematica del reato per volgersi agli orizzonti del dialogo tra civiltà e religioni, dando parola anche alla Costituzione e toccando così i problemi più scottanti della cittadinanza e dell’inclusione in una società che cambia.

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