Gazzetta di Modena

DUE SPETTACOLI AL TESTONI DI BOLOGNA

Alla scuola di Prospero: quando il teatro si fa vita

Alla scuola di Prospero: quando il teatro si fa vita

La speranza di un teatro vivo ha il volto degli studenti che hanno preso parte al progetto “Alla Scuola di Prospero”, dieci giorni di workshop, esibizioni e incontri, un fulcro di relazioni tra più...

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La speranza di un teatro vivo ha il volto degli studenti che hanno preso parte al progetto “Alla Scuola di Prospero”, dieci giorni di workshop, esibizioni e incontri, un fulcro di relazioni tra più realtà. Le scuole di teatro coinvolte sono quelle di Rennes, Liège, Göteborg e Modena a cui si affianca l'Accademia di Pechino, invitata speciale. Gli studenti alloggiano al We Hostel, albergo per giovani completo di ogni comfort e aree relax di condivisione, situato dietro la Stazione di Bologna, e dalle ore 10 alle ore 18 frequentano i laboratori in programma.

Abbiamo assistito ad alcune delle lezioni presso il Teatro Testoni di Bologna, una delle sedi del progetto, raccogliendo le impressioni di qualche partecipante: «Sto imparando a osservare gli spettacoli con uno sguardo diverso - afferma Armand - apprendendo nuovi modi di fare arte. Vie è un'esperienza entusiasmante e mi sento fortunato a farne parte». Nel corso della giornata i partecipanti vengono divisi in gruppi e affidati ai docenti, come Liz Lehrman con cui studiano il metodo “Critical Response”, che attraverso il confronto punta a sviluppare la crescita della coscienza di sé, oppure come Cao Yen insieme al quale i ragazzi strutturano la messa in scena del “Macbeth”.

Tra gli studenti, Yu Menquan, dall'Accademia di Pechino, ci racconta: «È tutto diverso dalla Cina, dove non si lavora sull'espressività in maniera così energica e dirompente. Trovo fondamentale il confronto con altre espressioni sul palco ed essere qui mi da l'opportunità di discuterne criticamente con gli altri. È un'esperienza eccitante». «Credo che per noi studenti questo sia lo spazio ideale per conoscere artisti contemporanei - dice Jean Mathias - e promuovere la diversità delle culture teatrali. Sto incontrando tanti modi di fare teatro e mi convinco sempre di più di quanto le nostre differenze teatrali rispecchino delle diversità basilari, storiche e politiche. È un'esperienza di crescita a 360°. Il mio spettacolo preferito? Non saprei, per motivi diversi sto attingendo tanto da ogni performance!». Per vedere i ragazzi all'opera c'è un doppio appuntamento questa sera: “Ungeland” della scuola di Göteborg alle 20.30 e “A Hornet” con i giovani di Pechino alle 22.30, entrambi al Teatro Testoni di Bologna.

Ilaria de Lillo

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