Gazzetta di Modena

CHIESA SAN CARLO

A tu per tu con sconosciuti... Il teatro smaterializzato di Berlin

Solitamente il gruppo Berlin si spinge fino alla fine del mondo. Attraverso interviste sul campo racconta luoghi “dimenticati da Dio”, restituendoceli con immersive installazioni a metà fra scena e...

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Solitamente il gruppo Berlin si spinge fino alla fine del mondo. Attraverso interviste sul campo racconta luoghi “dimenticati da Dio”, restituendoceli con immersive installazioni a metà fra scena e schermo, una sorta di cinema espanso o di teatro smaterializzato. Va in cerca di residui dell'umano, forse per nominare briciole di umanità. Così era per “Bonanza”, opera su un ex villaggio minerario statunitense dove vivono solo sette abitanti divisi dal rancore, o per “ZVIZDAL”, indagine attorno una coppia che risiede a Chernobyl in mezzo a una natura contaminata. Così è anche per il mesmerico “Perhaps all the dragons”, repliche oggi e domani alla Chiesa San Carlo (quattro turni alle 12, 15, 17 e 19, prenotazione obbligatoria). Si entra in un ovale che contiene 30 schermi, 30 tavolini, 30 sedie. Ci si siede di fronte a un pittore che vive dipingendo copie, a un esperto di linguaggi non verbali, a una meteorologa russa. Si ha l'impressione di ascoltare le storie “del mondo”, la relazione con gli schermi a grandezza naturale diventa intima, a tratti profonda. Vien voglia di scrivere a queste persone sparse nel globo, una volta usciti. Cosa diremmo loro? Quale sarebbe il nostro racconto?

Lorenzo Donati

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