Gazzetta di Modena

C'era una volta a Modena

Storie e volti di Medolla: com’era il paese un secolo fa

Storie e volti di Medolla: com’era il paese un secolo fa

Dalla battaglia per la Fiera di Bruino alla scomparsa del Bosco della Saliceta

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MEDOLLA. Nel 1912 usciva un volume oggi molto raro (solo cinque copie in tutte le biblioteche italiane): La Fiera di Bruino. Era stato scritto dall'avvocato Guido Spinelli su richiesta del Sindaco di Medolla Gustavo Magnanini. Lo scopo era "stabilire se gli eredi od aventi causa dal defunto Signor Wegmann Francesco, proprietario in quel tempo del terreno posto nei pressi del capoluogo di Medolla e sul quale ogni anno vien tenuta la Fiera di Bruino, così nomata dal nome della località, avesse o meno l'obbligo di mantenere e conservare a disposizione e per l'uso sopra detto, non solo il terreno, ma anche un piccolo oratorio in allora esistente sul detto prato di Bruino ed alcuni fabbricati a forma di porticati o tettoie, denominati caselli, elevati e costruiti in detta località, distribuiti entro un recinto contornato da muro, caselli e oratorio dei quali il Signor Wegmann aveva incominciato o minacciava il completo abbattimento e dei quali però egli aveva affermato prossimo rifacimento, con criteri e modificazioni cervellotiche ed in ispreto assoluto dei diritti dell'arte e delle memorie storiche attinenti ai medesimi".

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A quanto pare il Comune non riuscì nel suo intento perché gli edifici non esistono più, ma la millenaria Fiera di Bruino, che conobbe il suo periodo d'oro nel Cinquecento, si è svolta anche quest'anno, il 3 luglio. La superficie del territorio comunale di Medolla, completamente pianeggiante, è di 26,8 kmq, e l'altezza sul livello del mare è di 22 metri: siamo proprio quindi nella "Bassa".

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Vi risiedono poco più di 6.000 abitanti. Così scriveva nel 1996 l'allora Sindaco Massimo Belfiori nella Presentazione dei due imponenti volumi che Claudio Malagoli e don Francesco Gavioli, per tanti anni parroco di Villafranca, hanno dedicato a Medolla: “Medolla non ha mai avuto uno storico che abbia dedicato le sue fatiche ad essa... Siamo uno di quei paesi, come tanti ce ne sono al mondo, dove la storia con l'esse maiuscola non è passata, dove non sono nati personaggi universalmente conosciuti, dove non sono accaduti avvenimenti che raramente finiscono sui libri di scuola. Ma questo non significa che non abbiamo una storia...”.

Medolla vanta un tessuto economico dinamico e dall'elevata diversificazione produttiva, con alcune importanti punte di eccellenza: una realtà in continua evoluzione, soprattutto in uno dei settori tradizionali come l'agricoltura, sempre più specializzata e caratterizzata da tecniche innovative, che resta molto radicata sul territorio con un'impresa agricola ogni 33 abitanti.

Medolla ospita inoltre industrie importanti, leader nei loro rispettivi settori (ha avuto persino una ferrovia, la Modena-Mirandola. Il tratto che da Cavezzo raggiungeva Finale Emilia fu aperto all'esercizio l'8 aprile 1884).

Oltre al capoluogo vi sono due frazioni, Villafranca e Camurana, e alcune località minori come Malcantone, Montalbano e Bruino.

Le origini di Villafranca si perdono nell'enorme bosco della Saliceta, popolato da volpi, lupi e cinghiali, e che un tempo ricopriva buona parte della Bassa. Il nome della frazione appare per la prima volta in un documento del 1273. Il Bosco fu cancellato in un solo giorno, al termine della Seconda guerra mondiale, da oltre cinquemila braccianti affamati di terra.

C'era una gelida nebbiolina la mattina del 16 novembre 1848, quando il Duca Francesco V si fermò con il suo seguito nei pressi dell'Osteria delle Tre Torri di Villafranca. Il Duca, sceso dalla carrozza, sfuggì al goffo attentato del cavezzese Luigi Rizzati, un giovane studente in farmacia di idee mazziniane, che gli sparò mancandolo e che fu catturato da un nobile ufficiale del seguito. Il Duca decise allora di far costruire in quel punto un piccolo oratorio come ringraziamento per lo scampato pericolo: è la "Cappelletta del Duca" che si trova sulla Statale 12 Abetone-Brennero.

Alessandro Tassoni nella sua Secchia rapita sostiene che a Malcantone "allignavano ladri e briganti della peggiore specie", e fu forse proprio dalla cattiva fama dei suoi abitanti che Malcantone (si trova sulla Statale 468 che unisce Medolla a San Felice) prese il nome.

Zona franca e rifugio medievale di latitanti fu anche Montalbano, che ha goduto per lunghi anni dello status di territorio libero.

Ho lasciato per ultimo il terremoto.

Dopo la prima scossa, fortunatamente senza vittime, la chiesa parrocchiale dei Santi Senesio e Teopompo è stata dichiarata inagibile, mentre sono completamente crollate le chiese delle frazioni Camurana e Villafranca.

La seconda scossa, di magnitudo 5.8, del 29 maggio 2012 ha avuto epicentro proprio all'interno del territorio comunale di Medolla, e ha causato purtroppo sei vittime, tra cui quattro operai nel crollo dell'industria biomedicale Haemotronic, con devastanti ripercussioni sul comparto industriale. Il secondo sisma ha reso inagibili il municipio, la palestra, la biblioteca comunale e le due scuole materne. Si è inoltre reso necessario smontare la cuspide del campanile della chiesa parrocchiale che minacciava di crollare sulle abitazioni circostanti.

Ma gli abitanti di Medolla non hanno ceduto e la ripresa continua.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

 

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