“Il pericolo Islam è una montatura” Parola di Cardini in cattedra a Modena
Al Teatro Storchi lezione dello storico e saggista sui rapporti tra Occidente e mondo musulmano
MC>ODENA. Al via oggi il primo di tre incontri del ciclo "Lezioni di Storia" promosso dalla casa editrice Laterza che vedrà lo storico e saggista Franco Cardini presentare il suo ultimo libro "Islam e Occidente ieri e oggi". L'incontro si terrà al Teatro Storchi, alle 17, e sarà un'occasione di approfondimento su un tema di drammatica attualità, ma forse poco compreso nelle sue radici storiche e nelle sue motivazioni economiche: la contrapposizione tra mondo Occidentale e quello Musulmano.
Prof. Cardini, nel suo libro lei cerca di confutare alcuni luoghi comuni legati ala percezione che abbiamo del mondo Musulmano e del fondamentalismo.
«Questa faccenda del pericolo dell'Islam è una montatura politica, appoggiata naturalmente da eventi reali, il terrorismo e il terrorismo di radice islamica, che in questo momento è in atto in alcuni paesi islamici, una lotta che solo in parte è anche religiosa, soprattutto fra alcuni paesi sunniti e alcuni paesi sciiti. Fondamentalmente è un'offensiva di paesi come l'Arabia Saudita o il Qatar contro l'Iran. Il fondamentalismo nasce come idea religiosa nel corso degli anni '20 e nasce come idea di riappropriazione di un passato musulmano che si riteneva ormai distrutto dagli esiti prima del colonialismo e poi della Prima Guerra Mondiale e la fine dell'Impero Ottomano. Dopodiché, però, si è impiantato su questo tronco, un movimento di carattere religioso-politico, sostenuto dall'Arabia Saudita, e dal suo capo lo sceicco Ibn Sa'ud, un capo politico, ma anche religioso della setta wahabita che è già piuttosto ardito definire musulmana».
Come ha preso il potere lo sceicco Sa'ud e come si è formata la forza di Al Qaeda?
«La setta wahabita che stava nel Sud dell'Arabia non aveva avuto nessun peso nel corso della storia dell'Islam, solo che negli anni '20 la Gran Bretagna, come potenza vincitrice della Prima Guerra Mondiale fomentò una rivolta che rovesciò un leader arabo moderato molto filo occidentale che rendendosi conto che quello che allora stava nascendo, il business del petrolio, era molto grosso, fece delle richieste in fondo giustificate che però parvero per quello che erano, molto care. Gli inglesi preferirono non trattare con lui ma rovesciarlo, regalando gli immensi giacimenti di petrolio dell'Arabia, al capo della setta wahabita, lo sceicco Sa'ud, una setta molto radicale che fa anche proselitismo. Di questo Islam radicale gli occidentali si sono serviti, soprattutto durante la guerra in Afghanistan, quando si è trattato di scardinare la potenza sovietica e l'armata rossa. L'Arabia Saudita allora ha mandato a combattere in Afghanistan dei gruppi di veri e propri guerrieri propagandisti e potremmo definirli "missionari". Questa è la base di Al Qaeda. Naturalmente i rapporti con gli Stati Uniti nel corso degli anni '90 si sono guastati, e noi sappiamo il resto della storia».
La guerra contro il Califfato di Al Baghdadi sembra impossibile da terminare?
«Questo mostro che dovrebbe essere il nemico pubblico numero uno del mondo lo abbiamo in realtà lasciato crescere tranquillamente senza far nulla di definitivo. Le forze del Califfo Al Baghdadi, più o meno cinquantamila armati, anche se sono efficienti e disciplinati, avrebbero potuto essere stroncate, solo che a combattere contro il Califfo sono stati lasciati soli i soldati dell'esercito siriano, i curdi, l'esercito regolare iracheno, anch'esso molto piccolo e debole, e un po' d soldati volontari che vengono dalla milizie sciite iraniane. Perchè il feeling tra gli occidentali e i fondamentalisti non è terminato, in questi anni gli occidentali si sono serviti degli jihadisti, nonostante sappiano benissimo che uno degli scopi degli jihadisti è coinvolgere l'Occidente nella loro guerra, che è una guerra tra musulmani. Perché è scopo degli estremisti come Al Bagdadi fare in modo che anche gli occidentali lo attacchino, perché lui ha un potenziale di ascolto di un miliardo e seicento milioni di musulmani sparsi nel mondo ai quali lui spera di far credere che siccome sia gli sciiti sia gli occidentali sono suoi nemici, questa è la prova che lui è il rappresentante dell'autentico Islam sunnita. Ovviamente si tratta di un progetto demenziale che però è stato lasciato crescere perché è ormai negli interessi di alcuni paesi (Arabia Saudita, Qatar, forse di Israele, certamente della Turchia) modificare i confini organizzati dai vincitori della Prima Guerra Mondiale».
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