Al Michelangelo di Modena una commedia sul crac della coppia
«Finché giudice non ci separi» è lo spettacolo in scena da oggi primo novembre a giovedì, alle 21,al Teatro Michelangelo di Modena. Una commedia scritta dal collaudato gruppo autoriale composto da Toni e Augusto...
MODENA. «Finché giudice non ci separi» è lo spettacolo in scena da oggi, primo novembre, a giovedì, alle 21,al Teatro Michelangelo. Una commedia scritta dal collaudato gruppo autoriale composto da Toni e Augusto Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Protagonisti Nicolas Vaporidis, Laura Ruocco, Augusto Fornari, Luca Angeletti e Toni Fornari. Il tema, attuale più che mai, è quello relativo alla disperazione, qui declinata totalmente al maschile, del mondo dei separati che, a seguito della sentenza del giudice, si trovano ad affrontare piccoli e grandi ricatti, disagi emotivi, privazioni economiche e complicazioni relazionali. La scenografia della rappresentazione porta lo spettatore all’interno di un piccolo appartamento fatiscente, arredato in modo sgraziato con un brutto divano, un tavolino scrostato, sedie sverniciate, un terribile puff anni Settanta ed un armadio costituito da una semplice scatola di cartone. E questo alloggio tanto deprimente costituisce l’ambiente in cui si confrontano quattro amici, nella stessa condizione di uomini soli alle prese con un passato turbolento.
«Lo spettacolo - spiega l'attore-regista Augusto Fornari - parla di separazione e amicizia. Parla di come si pongono gli uomini all'interno di un rapporto, e come si pongono le donne. Alla fine se ne esce un po' lacerati da queste situazioni. Sono i temi eterni dell'amore, della separazione e dell'amicizia».
Si può ridere delle vicissitudini della vita quotidiana?
«Certamente. Si può anche parlare e scoprire cose che tra amici non si dicono mai. Vi sono tante sorprese all'interno dello spettacolo, che non tratta solo di separazioni, ma anche di esseri umani. I protagonisti scoprono le debolezze delle persone».
Molti ti conoscono per le tue doti comiche. Mostri però anche una vena drammatica.
«Lo scopriranno coloro che verranno al Michelangelo. Non si ride soltanto ma vi sono anche momenti abbastanza seri».
Nicolas Vaporidis interpreta Mauro, classico bulletto di limitata consistenza morale.
«È la persona che ha reagito alla separazione in modo più goliardico - spiega Vaporidis - È come se fosse tornato ad una nuova giovinezza. Esce con tante donne cercando di anestetizzare il dolore circondandosi di piaceri effimeri. Tante cose inutili che non lasciano pensare».
Cosa succede quando un matrimonio finisce?
«È un problema, poi dipende che cosa ti lasci dietro le spalle. Si analizza in commedia una cosa che è comune a tutti. Sia persone adulte che giovani si riconoscono nelle nostre storie. È una commedia partecipativa».
Hai avuto successo giovanissimo. Come lo hai gestito?
«Non lo so, forse l'ho vissuto, ho conosciuto qualcosa che non ti insegna nessuna scuola. Ti insegnano a stare sul palco, davanti ad una macchina da presa, ma nessuno ti insegna a gestire il successo. È una cosa che impari col tempo. E da solo».
Sei sempre quello del film “Notte prima degli esami”?
«Non sono lo stesso ragazzo perché sono passati più di dieci anni da quando ho interpretato quel film. Anche se avessi fatto un altro mestiere sarei stato una persona diversa. Il lavoro che faccio forse ha condizionato le mie scelte, la mia crescita».
Hai detto in una intervista che la commedia all'italiana è la cosa più difficile da fare. Perché?
«La commedia all'italiana ha un modo di raccontare tutto suo. Riesce a mettere contemporaneamente in scena situazioni che sono estremamente divertenti, esilaranti e comiche e situazioni che ti fanno emozionare e riflettere e addirittura commuovere».
Nicola Calicchio
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