Uomo e campione: in un libro l’impresa di Alex Zanardi
MODENA. “Volevo solo pedalare... ma sono inciampato in una seconda vita”, il libro che Alex Zanardi presenta oggi, alle 17.30, presso Bper Forum Monzani, in via Aristotele, racchiude tutta la...
MODENA. “Volevo solo pedalare... ma sono inciampato in una seconda vita”, il libro che Alex Zanardi presenta oggi, alle 17.30, presso Bper Forum Monzani, in via Aristotele, racchiude tutta la vicenda umana e sportiva del campione, passato dalle gare automobilistiche, anche di Formula 1, alle Paralimpiadi, come le ultime di Rio, dove si è affermato come protagonista assoluto, conquistando due medaglie d'oro di handbike nella cronometro (categoria H5) su strada e nella staffetta, e la medaglia d'argento nella prova in linea su strada. Ha rinnovato, così, in estate scorso, il successo ottenuto quattro anni fa alle Paralimpiadi di Londra. Lo si era visto in fin di vita nel 2001, subito dopo quel terribile incidente automobilistico al Lausitzring in Germania, dove aveva perduto gli arti inferiori. Di sangue ne rimase ben poco nel corpo, perché quasi tre quarti erano già perduti. Gli fu data persino l'estrema unzione. Ma Alex continuò a vivere senza abbattersi. E una circostanza favorevole, che lo sportivo ha saputo cogliere, gli ha cambiato la rotta per una nuova esistenza. Il plurimedagliato racconta le sue vicende di mutamento in questo libro (Rizzoli, 272 pagine, 15 euro), scritto con Gianluca Gasparini, giornalista della “Gazzetta dello Sport”, ricordando che all'autogrill vide, per puro caso, una handbike legata al tettuccio di un automobile e decise di provare a pedalare. Passione e costanza ne hanno fatto poi un primatista, tanto che Alex può vantare altre otto medaglie d'oro ai campionati mondiali. Così l'atleta, che il 23 ottobre ha compiuto 50 anni, si è costruito una differente carriera. Non più con una macchina da corsa ma con una particolare bici da “pedalare” con le braccia. E in questo sport Zanardi ha acquisito abilità straordinarie, sostenute da sacrifici, da una dedizione assoluta, da un carattere forte e da un sorriso che hanno sconfitto qualsiasi forma di pessimismo. Uno spirito positivo che si nutre di serenità, di umiltà, di un desiderio di apertura a nuove prospettive, a speranze di un coinvolgimento totale nella quotidianità, superando quello stato di “emarginazione” che lo spaventoso, quanto doloroso, incidente avrebbe potuto determinare. Una sfida vinta contro una sorte crudele, distruttiva per l'allora giovane trentacinquenne, al quale sembravano precluse le più semplici condizioni di sopravvivenza. E “sfide”, anche se di non tragica portata, sono state raccontare, con leggerezza, da Zanardi in una serie di appuntamenti televisivi della Rai, con una decisa volontà di larga comunicazione. E quanto sia intensa e tenace la determinazione dello sportivo, viene indicato anche dalla capacità di aver saputo affrontare l'Ironman delle Hawaii, la gara di triathlon più logorante del mondo, che molti non riescono a portare a termine.
Gli ultimi 13 anni di vita racconta il pilota bolognese in questo secondo libro (l'altro è del 2003) che apre finestre non sull'ignoto, né su falsi valori e ingannevoli chimere, sulle paure, ma sulla possibilità di amare, di credere, sul bisogno di esplorare oltre le proprie capacità. Un anelito ad un abbraccio con l'universo.
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