“Lo Schiaccianoci” di Amodio apre la mini-rassegna di danza
MODENA. Con uno dei più noti titoli del repertorio classico, “Lo Schiaccianoci”, si apre la mini rassegna di danza e musical del Teatro Comunale Pavarotti. Il sipario si alzerà questa sera alle 21...
MODENA. Con uno dei più noti titoli del repertorio classico, “Lo Schiaccianoci”, si apre la mini rassegna di danza e musical del Teatro Comunale Pavarotti. Il sipario si alzerà questa sera alle 21 sulla versione del balletto, che Amedeo Amodio firmò nel 1989 per Aterballetto e che rappresentò una delle carte vincenti della compagnia da lui fondata e diretta, in questa occasione prodotto da Daniele Cipriani Entertainment, impegnato nel recupero delle migliori coreografie italiane della seconda metà del '900.
Complici di una visione che rappresenta coloratissime fantasie e grottesche paure infantili, sono le scene e i costumi originali di Emanuele Luzzati, uno dei più grandi illustratori e scenografi italiani, e il teatro d'ombre realizzato dalla compagnia L'Asina sull'Isola.
«Ho voluto rimanere - afferma Amedeo Amodio - il più possibile fedele al racconto originale di Hoffmann: la realtà vista con gli occhi di una bambina, Clara, che conserva il senso della “realtà magica”, il fantastico presente nella realtà quotidiana dove i confini tra il mondo dell'immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e più concreto».
Lo schiaccianoci che Clara riceve in dono il giorno della vigilia di Natale, diventa nel suo immaginario l'oggetto in cui riporre tutti i suoi sogni di adolescente ed è così che ha inizio il successo di questa fiaba diventata nel tempo uno dei balletti più amati dal pubblico di ogni età.
Tratto dal racconto noir di E.T.A. Hoffmann del 1816, maestro della letteratura romantica tedesca, il balletto andò in scena il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinksij di San Pietroburgo. Sull'onda del successo della Bella Addormentata, il coreografo Marius Petipa volle continuare la collaborazione con Cajkovskij al quale propose di predisporre la musica per un balletto che è divenuto da allora una delle principali fonti di ispirazione per coreografi di tutti i tempi.
Lasciato il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Amedeo Amodio ha iniziato a soli 22 anni la carriera di coreografo e ballerino da libero professionista e più tardi ha assunto la direzione artistica dell'allora nascente Aterballetto, la prima compagnia stabile di danza costituitasi al di fuori di un ente lirico, qualcosa di unico nel panorama della danza italiana degli anni Ottanta, che trovò la sua sede privilegiata al teatro Valli di Reggio Emilia, e che divenne esperienza guida e punto di riferimento per tutto il movimento coreutico italiano. (m.v.m.)
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