Il piano di Melnyk apre la quattro giorni delle arti elettroniche a Modena
Lubomyr Melnyk, pianista ucraino innovatore nel panorama della musica classica contemporanea, presenta l’ultimo album “Illirion”
MODENA. Lubomyr Melnyk, pianista ucraino innovatore nel panorama della musica classica contemporanea, presenta l’ultimo album “Illirion”, pubblicato da Sony Classical, questa sera alle 21 nella chiesa di San Bartolomeo, in via dei Servi 18, (ingresso 12 euro). Si apre così l’ottava edizione del festival “Node”, dedicato alle arti elettroniche e digitali, che fino a sabato 12 novembre ospita artisti provenienti dal mondo, esploratori delle diverse stratificazioni del suono nei punti di intersezione con multimediale e arti visive. L’edizione 2016 è una produzione Lemniscata in collaborazione con fuse*, grazie al contributo di Regione, Comune e Galleria Civica. La mostra alla Palazzina Vigarani, visitabile gratuitamente fino al 5 marzo, è curata da Filippo Aldovini, direttore artistico di “Node”, e organizzata e prodotta dalla Civica e Fondazione Cassa di risparmio di Modena (per info www.galleriacivicadimodenta.it).
Domani, 10 novembre, “Node” si sposta invece al Planetario “Martino” in viale Jacopo Barozzi 31, con tre grandi nomi della scena elettroacustica e sperimentale italiana accompagnati dai live visual di Paradoxes, realtà ravennate specializzata in live performances per planetari. Protagonisti della serata (posti esauriti) sono Giuseppe Ielasi, che presenterà materiale inedito del suo progetto solista “Inventing Masks”, e il duo formato da Giovanni Lami ed Enrico Malatesta con un progetto site-specific pensato per la struttura architettonica del planetario e ispirato alle atmosfere del racconto di Philip K. Dick, “We can remember it for you wholesale”.
L'11 novembre alla Galleria Civica (Palazzo Santa Margherita), serata a ingresso gratuito con quattro performance curate da sei artisti: l’americano Huerco S. presenta dal vivo in anteprima nazionale il suo ultimo album “For Those Of You Who Have Never (And Also Those Who Have)”, che propone la sua concezione di techno destrutturata; il progetto collaborativo di Rashad Becker, guru dell’elettroacustica contemporanea, ed Eli Keszler, sound artist poliedrico e virtuoso batterista proveniente dalla scena free jazz di New York; Fis (acronimo per Forever in Search), del produttore neozelandese Oliver Peryman, noto per l’approccio musicale tra texture organiche e imponenti ondate soniche. Fis presenta a “Node” il suo “From Patterns to Details” in un’inedita performance audio-video in collaborazione con il videoartista Jovan Vucinic; infine, la sound artist italiana Gea Brown, in un set che combina filoni musicali del passato e del presente in un originale approccio al “djing”.
Il festival chiude sabato allo Storchi con due spettacoli audiovisivi di forte impatto (ingresso 12 euro). Fulcro dell’evento la prima nazionale di “Lumière II” di Robert Henke, guru dell'elettronica e specialista nell’utilizzo a fini artistici delle tecnologie laser. Il progetto dell’artista tedesco - che ha debuttato nel febbraio 2015 al Centre Pompidou di Parigi - spinge all’estremo le possibilità del medium creando immagini che coprono l’intero spettro visivo attraverso forme e fenomeni cinetici eleganti ed elaborati. Con “Lumière II”, Henke produrrà una connessione costante fra laser e suoni nel punto di unione tra concerto e visual art. L’apertura della serata è affidata al musicista inglese di origini cingalesi Paul Jebanasam, che crea atmosfere evocative e cinematografiche, accompagnato dai live visuals di Tarik Barri, artista visivo con all’attivo collaborazioni come quella con Thom Yorke per il quale ha curato l’accompagnamento visivo nel tour Atoms for Peace.
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