Gazzetta di Modena

Modenaviaemiliadocfest: Giovannesi racconta il suo “Fiore”

di Stefano Luppi
Modenaviaemiliadocfest: Giovannesi racconta il suo “Fiore”

Il più noto critico cinematografico italiano, Paolo Mereghetti, autore del dizionario dei film omonimo di Baldini & Castoldi, parla così del regista Claudio Giovannesi: “Degli ultimi film...

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il più noto critico cinematografico italiano, Paolo Mereghetti, autore del dizionario dei film omonimo di Baldini & Castoldi, parla così del regista Claudio Giovannesi: “Degli ultimi film mi ha colpito Fiore di Giovannesi che è uno su cui scommettere”. Occasione utile, oggi, per vedere, appunto, “Fiore”, realizzato dal regista quest'anno con fondi del ministero dei Beni Culturali. La pellicola con protagonisti alcuni carcerati minorenni e l'attore romano Valerio Mastrandrea si vedrà alle 9,30 presso la sala Truffaut in occasione di “Modenaviaemiliadocfest”. A seguire alle 11,30 la stessa sede ospita il dibattito “Il cielo in una stanza. Il carcere narrato dal cinema” a cui partecipano lo stesso Giovannesi insieme a Leonardo Gandini, docente di storia del cinema all’Università di Modena e i registi Rossella Schillaci e Marco Santarelli. “Fiore” narra, all'interno di un carcere minorile, la storia tra i minorenni Daphne e Josh, un amore fatto più che altro di palpitazioni, lettere e sguardi nella sezione femminile della prigione.

Giovannesi non ha voluto fare un film sulla questione carceraria?

«No, assolutamente, non ne avrei avuto gli strumenti. La protagonista è una ragazza e narro la sua storia d'amore con un ragazzo anch'esso adolescente chiuso nella sezione maschile del medesimo carcere minorile. Certo le riprese le abbiamo fatte nel vero carcere minorile di Roma “Casal del Marmo” e in quello de L'Aquila che è vuoto dai tempi del terremoto».

Di cosa parla dunque il suo film?

«Al centro del film c'è il sentimento dell'innocenza che riguarda anche gli amori tra ragazzi in carcere: i loro reati, però, non vanno secondo me equiparati ai reati commessi dagli adulti».

La criminalità però usa i minorenni.

«Sì perché poi hanno pene meno severe. Siamo stati a girare in quei luoghi sei mesi e io mi sono fatto l'idea che un carcere minorile non dovrebbe esistere: me l'ha detto il cappellano carcerario. Occorrerebbero per i minorenni attività educative».

Il film prevede molti approfondimenti sentimentali?

«Sì presenta immagini inedite per quanto riguarda le carceri, soprattutto si vedranno gli sguardi e l'intimità della sezione femminile, tra ragazze e poliziotte».

Oggi non ci sono solo gli appuntamenti alla sala Truffaut, ma molto altro. Si continua al pomeriggio al cinema Astra dove si vedrà “L’Italia che non si vede”, presentazione della rassegna itinerante presentata da Roberto Roversi e da Dario Bonazelli. Seguono le proiezioni dei film “L'ultima spiaggia”, una visione originale della spiaggia comunale di Trieste, e un altro film di Giovannesi, “Fratelli d'Italia”. Continuano anche gli appuntamenti con il programma “extraDoc”: in via Carteria alle 16,30 si presenta una selezione di foto e documentari della tv, mentre in S.Eufemia ci sarà la mostra del modenese Andrea Chiesi. Tutte le info sul sito modenaviaemiliadocfest.it.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google