Gazzetta di Modena

«Il popolo sovrano non esiste più» Parola di Gentile

«Il popolo sovrano non esiste più» Parola di Gentile

MODENA. Secondo appuntamento del ciclo “Lezioni di Storia” promosso dalla casa editrice Laterza. Lo storico Emilio Gentile oggi presenta il suo libro "Il capo e la folla. La genesi della democrazia...

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MODENA. Secondo appuntamento del ciclo “Lezioni di Storia” promosso dalla casa editrice Laterza. Lo storico Emilio Gentile oggi presenta il suo libro "Il capo e la folla. La genesi della democrazia recitativa" in cui indaga il comportamento di capi e folle nella storia, e le esperienze di personalizzazione del potere da Napoleone al presidente Kennedy. L'appuntamento si terrà al Teatro Storchi dalle 17.

Prof. Gentile, cosa si intende per democrazia recitativa?

«Intendo una democrazia dove si svolgono tutti i rituali tipici della democrazia, dalle elezioni ai dibattiti parlamentari, dalla nomina dei governanti alla loro revoca attraverso libere e pacifiche elezioni. Tutto questo svuotato però di una effettiva capacità e possibilità del popolo sovrano di poter scegliere, revocare, giudicare, controllare, quelli che governano».

Dunque il popolo non è più sovrano?

«Quello che sta accadendo oggi in tutte le democrazie occidentali, che sono le più consolidate, è un distacco, registrato principalmente proprio nel momento elettorale quando si assiste ormai ovunque ad una diminuzione degli elettori, ad una crescita della sfiducia nei confronti dei partiti, dei governanti e purtroppo delle stesse funzioni democratiche. Siccome viviamo in un epoca in cui il principio del popolo sovrano ha la stessa sacralità che ha avuto nella storia, per oltre 5mila anni, il principio del re come investito da Dio, nessuno mette in discussione il popolo sovrano. Non ci sono oggi, come nei primi del '900, dei partiti, dei regimi, delle ideologie che negano effettivamente ed esplicitamente il popolo sovrano, salvo qualche monarchia islamica assolutista. Tutti dichiarano che il popolo è sovrano, però in realtà ovunque assistiamo a una sorta di sfiducia del popolo sovrano nella sua sovranità, o addirittura ad una rinuncia, per tutti coloro che non vanno più a votare, là dove prima votavano in massa».

La folla ha bisogno del capo?

«Una costante che permane in tutte le società, fin da quando abbiamo testimonianza delle prime società organizzate con un potere, è che c’è stata, c’è e forse ci sarà sempre la distinzione tra chi governa, la minoranza, e chi è governato, la maggioranza. Il vero problema non è se la folla ha bisogno di un capo, ma il modo in cui la folla può scegliere e giudicare il comportamento del capo».

Fare scelte consapevoli comporta però una certa dose dei responsabilità. È più facile demandare ad altri...

«Si. Quando parlo di democrazia recitativa non nego sia il popolo sovrano a scegliersi i propri governanti. Però questo avviene spesso senza che i governanti abbiano una piena consapevolezza di ciò. La democrazia purtroppo è uno dei regimi più complicati, perché richiede un'informazione costante. Una delle premesse della democrazia, quando fu istituita, è stata quella di fornire a tutti i cittadini le condizioni di poter sapere cosa dovevano decidere quando andavano a votare. La condizione preliminare per una democrazia è la conoscenza, dunque la scuola, l'istruzione. Quando si parla del capo e della folla, non bisogna immaginare, in democrazia, il capo come il pifferaio di Hamelin, che suona il piffero e si trascina dietro i bambini. È sempre il popolo sovrano quello che alla fine ha la responsabilità di saper scegliere. Nelle democrazie attuali candidarsi al governo diventa sempre più costoso perché ai candidati è necessario avere i mezzi economici per accedere al vasto pubblico e questo non sempre a tutti è consentito. Per molti cittadini che non dispongono di questi mezzi, la democrazia resta recitativa».

Chiara Bazzani

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