Gazzetta di Modena

Cubec, in S.Paolo una sede gioiello sottoutilizzata

MODENA. Che il Cubec sia una realtà sostanzialmente fallita (purtroppo) lo dicono i numeri e il poco utilizzo attuale degli spazi al S. Paolo. Partiamo dai primi. Nei comunicati del Comune, relativi...

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MODENA. Che il Cubec sia una realtà sostanzialmente fallita (purtroppo) lo dicono i numeri e il poco utilizzo attuale degli spazi al S. Paolo. Partiamo dai primi. Nei comunicati del Comune, relativi alla inaugurazione del 27 febbraio 2015 all'ex convento di via Selmi, si leggono le caratteristiche del centro sul quale doveva fondarsi il futuro del Belcanto. All'interno del complesso (negli ultimi tempi al centro di due bandi andati deserti), il cui restauro è costato 17,5 milioni di euro, l'accademia ha due piani per un totale di 320 metri quadrati. Aule didattiche, uffici, un auditorium da 60 posti, ogni confort acustico, dotazione multimediale e un costoso pianoforte Beckstein. Il giorno della inaugurazione il sindaco Muzzarelli così parlava del nuovo centro: «Con il restauro del S. Paolo abbiamo un grande luogo di musica e cultura. La città deve ricominciare a valorizzare chi dà valore alla città. Questo è un giorno meraviglioso per la lirica». Ma solo dopo pochi mesi le polemiche, a causa di dissidi insanabili tra la Freni e il suo ex allievo Montanari. Il grande soprano spiegò: «Con il Cubec ho chiuso a causa di insormontabili divergenze sulla programmazione artistica. E non andrò al Comunale». La Fondazione Cassa di risparmio fino a quell'anno erogava 180mila euro per il Cubec. (s.l.)

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