Gazzetta di Modena

La Banda Rulli Frulli a “Stasera Casa Mika”

di Valentina Corsini
La Banda Rulli Frulli a “Stasera Casa Mika”

I 63 ragazzi di Finale che suonano strumenti realizzati con materiali di recupero sono stati selezionati tra duecento band italiane

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FINALE EMILIA. «Tanti importanti musicisti sono passati di qua, ma in quarant’anni di lavoro non mi ricordo di aver assistito a niente del genere. Dal vostro progetto si evincono componenti culturali, sociali ed artistiche, che si mescolano in modo indissolubile a formare un messaggio di una forza assolutamente straordinaria, nel quale scindere le singole parti è praticamente impossibile. È stato davvero emozionante vedervi». Basterebbero le parole di elogio di Pietro Grignani, direttore del Centro di produzione Rai di via Mecenate a Milano, per capire la portata dell’ennesimo successo, forse il più prestigioso, raggiunto dalla Banda Rulli Frulli di Finale Emilia, nata nel 2010 all’interno della Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli di Mirandola. Dopo sei anni di attività costellati da innumerevoli soddisfazioni raccolte in giro per il Bel Paese, l’ultima al concerto del primo maggio a Roma, è arrivato per loro il traguardo più ambito quanto inaspettato targato Rai.

I 63 ragazzi di tutte le età che suonano strumenti realizzati da loro con materiali di recupero - capitanati dal direttore Federico Alberghini, coadiuvato dalla collaborazione di tre validi insegnanti come Sara Setti, Marco Golinelli e Federico Bocchi - sono approdati nel nuovo e sfavillante programma tv condotto da Mika - Stasera Casa Mika - quali protagonisti della seconda puntata dello show su Rai Due. Un colpo da novanta quello messo a segno dai Rulli Frulli, che sono stati selezionati dalla produzione del format e dalla stessa star internazionale, tra ben 200 band italiane.

Una puntata che si preannuncia caldissima, quanto memorabile, come si intuisce dalla viva voce di un più che elettrizzato Federico Alberghini. «Quaranta minuti di adrenalina pura, in cui lo speaker, prima dell’inizio ufficiale dello show, ha caricato il pubblico in studio mentre noi eravamo già posizionati sul palco in attesa di esibirci - racconta “il capitano”, come viene affettuosamente chiamato dai suoi ragazzi - e poi finalmente, tra gli applausi, ha fatto il suo ingresso in scena Mika, che ha spiegato innanzitutto chi eravamo, prima di lanciare il video realizzato più di due mesi fa a Manitese, il nostro quartier generale a Finale, quando lui e tutta la troupe del programma sono venuti per conoscerci. Un batticuore unico sentire una star del suo calibro che, in macchina mentre sorpassa un trattore in strada per arrivare da noi, dice: “Sto andando a trovare una Banda un po’ particolare, che suona strumenti realizzati con materiali di recupero, in un piccolo paese colpito dal terremoto che si chiama Finale Emilia”. Dopo c’è stata l’esibizione insieme a lui su “L’Ombelico del mondo” di Jovanotti che è stata pazzesca e carichissima, mentre sullo schermo venivano proiettate delle grafiche raffiguranti i visi dei ragazzi e disegnate dal nostro amico Michele Bernardi. In seguito ha scambiato due parole con me sul sisma che ci ha colpiti quattro anni fa, prima di un gran finale assolutamente magico che ci ha commossi tutti…».

Perché realizzare il sogno di un bambino, facendogli vivere un’emozione che ricorderà per tutta la vita, non ha prezzo. Tanto più se a farlo è un artista di fama mondiale, che ha dimostrato però quanto anche i cosiddetti “grandi” sappiano conservare, nonostante la popolarità, due doti fondamentali: sensibilità e umiltà.

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«Due anni fa, Federico, un giovane componente della Banda rimasto particolarmente colpito da Mika quando era giudice a X Factor, ha detto a me e a Marco Golinelli: “Gli ho scritto una lettera in cui lo invito a mangiare i tortellini a casa di mia nonna” - riprende Alberghini, sorridendo divertito - immaginatevi quindi i brividi che ha provato Fede quando Mika, dopo averlo chiamato a suonare il timpano insieme a lui durante la nostra esibizione, alla fine si è inginocchiato dicendogli: “Mi hanno raccontato una storia bellissima, in cui tu mi invitavi a venire a casa tua e io allora ho pensato di invitarti qui da me a Casa Mika”. Dopo venti minuti di palco, tra video, performance e chiacchiere con lui, una sorpresa del genere è impagabile. Quello che ci è capitato non si può che definire così: una “bomba” di emozioni».

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