Teatro Michelangelo La crisi? Si esorcizza ridendo
“Quel pomeriggio di un giorno da star” in scena al Michelangelo da stasera a giovedì, alle 21. La commedia di Gianni Clementi, regia di Ennio Coltorti, vede tra i protagonisti Corrado Tedeschi, Tosca D’Aquino e Augusto Fornari.
MODENA. Grande attesa per lo spettacolo “Quel pomeriggio di un giorno da star” in scena al Michelangelo da stasera a giovedì, alle 21. La commedia di Gianni Clementi, regia di Ennio Coltorti, vede tra i protagonisti Corrado Tedeschi, Tosca D’Aquino e Augusto Fornari. Un piccolo imprenditore, oppresso dai debiti, all’ennesima cartella erariale sprofonda nella disperazione. Un amico della Finanza lo avverte che è oggetto di un’inchiesta e che i suoi telefoni sono sotto controllo. Sconvolto, nella sua mente ormai provata, si fa strada una soluzione disperata: una rapina in banca con l’aiuto del suo fido contabile.
Nella filiale di periferia è sera. Ancora al lavoro il direttore, una sportellista, un vigilante albanese, e l’ultima cliente, una giornalista televisiva, quando i due improvvisati rapinatori fanno irruzione. «L'ispirazione - spiega Corrado Tedeschi - è nata dal famoso film “Quel pomeriggio di un giorno da cani” con Al Pacino, un film che ha fatto storia. Così, insieme a Gianni Clementi, abbiamo pensato ad un imprenditore strozzato dalle tasse e da Equitalia, un argomento di attualità. I due irrompono in banca senza aver mai preso in mano un'arma. E da quel momento succede di tutto. È uno spettacolo molto coinvolgente».
Si può ridere dunque anche delle tragedie?
«L'argomento drammatico che riguarda tanti imprenditori in Italia viene solamente sfiorato ma la partenza è vera. È di questi giorni una sentenza che riguarda un imprenditore che non ha pagato l'Irpef per dare lo stipendio agli impiegati. È stato assolto. Forse qualcosa si muove anche se la stretta fiscale è allarmante».
Al Michelangelo è di casa. Cosa pensa del pubblico di Modena?
«Mi sono sempre trovato bene anche perché il teatro è gestito da una persona competente. Il pubblico mi ha sempre accolto con entusiasmo. Mi hanno riferito che gli spettacoli stanno andando bene. Quando un teatro va bene è una ricchezza per tutto il movimento che non sta vivendo un periodo felice. Se hai seminato bene nel corso degli anni la gente non ti tradisce».
Tosca D'Aquino nella commedia lei interpreta il ruolo di una giornalista che casualmente si trova sul luogo della rapina.
«Voglio sottolineare che si ride moltissimo anche se la storia è drammatica» spiega l’attrice. «Ci sono scene esilaranti visti anche i personaggi che nel momento della rapina si trovano in banca. Io interpreto una giornalista d'assalto caduta in disgrazia che spera di fare uno scoop. È anche uno spettacolo che lascia posto qualche riflessione. Si ride perché le situazioni sono grottesche».
Ci sono imprenditori che si identificano nella storia?
«La vita attuale è piena di storie surreali. Abbiamo vissuto un trentennio in cui si guadagnavano soldi facilmente. C'erano le macchine, il lusso, le feste ma tutto era costruito su un castello di sabbia. Oggi non è più così».
Sulla scena ha dei bravi compagni di viaggio.
«Sono tutti attori molto bravi e c'è un grandissimo feeling in scena, ma siamo amici anche nella vita. E la grande armonia tra di noi si evidenzia in palcoscenico».
Solo teatro?
«A gennaio uscirà per Rai2 la fiction “I bastardi di Pizzofalcone” che ho girato con Alessandro Gassman. Un giallo in cui interpreto un ruolo drammatico. Saranno in tutto sei puntate».
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