La bellezza esplode nel collage
Al Centro Studi Muratori le opere di fantasia cromatica della bresciana Claudia Manenti
MODENA. Una dovizia di particolari per una rappresentazione che ha senso eletto della forma, pur in un tessuto di fantasie creato dal sapiente impiego del collage con cui Claudia Manenti costruisce le sue opere esposte, fino al 24 dicembre, al Centro Studi Muratori, in via Castel Maraldo. Sono le riviste patinate a costituire una sorta di miniera per l'artista bresciana che sviluppa il quadro con un meticoloso lavoro di “ricucitura” di ritagli cartacei colorati. Quasi un metodo operativo che ricorda il mosaico, in una ricostruzione audace capace di pervenire ad un ordine magico, secondo criteri tra progettualità e invenzione. La composizione è abbagliante nei frammenti cromatici, portatori di intense espressioni fisiche di creature femminili, di materia ed energia di fiori (calle, camelie...). Lo spazio non è mai spezzato, ma costantemente pieno di elementi che traducono l'urgente presenza del mondo umano e della natura. Tutto sembra irradiare lo splendore della vita, anche quando quelle figure di donna, di concezione simbolica e decorativa, che si incastonano come gemme in un intrico di materie rilucenti, esprimono un «sentimento dell'abbandono, quello della propria terra, dei propri affetti, della propria casa, e cercano, avvolte dal calore di una coperta - nota la curatrice Silvia Iacobelli - la tenerezza di un abbraccio». Un abbraccio che simbolicamente viene offerto dai fiori (mille papaveri rossi, hibiscus), da grandi alberi che, nella ricchezza lussureggiante della vegetazione, sembrano custodire effetti di prolungato stupore. Da cogliere in queste opere “sguardi” alle pittura di Klimt, Schiele, kokoschka, ma anche certe esperienze che la Manenti ha avuto nell'ambito della moda. All'artista piace quel gioco savio di brillanti riporti cartacei, quasi moltiplicati nelle analogie e differenze di colori e solo raramente attraversati da tratti di penna, che consentono alla figura di emergere con prospettive multiple dal caos delle cose, come nell'opera “imagina mundi”. Nella saletta le fotografie di Beppe Zagaglia. Si tratta di immagini di chiese di Modena (Il Duomo, S. Pietro, S. Francesco, S. Giorgio, S. Barnaba, S. Bartolomeo. S. Domenico, S. Vincenzo, S. Agostino, la chiesa del Voto) di cui il fotografo esalta l'archittetura, talvolta in rapporto agli edifici circostanti, in una spazialità notturna o di luce diurna. La scrittura per mano dell'artista su ogni immagine permette di avvicinarci alla storia di ogni monumento religioso. Per il Natale viene presentata una Natività in roccia di cristallo di Boemia di Ferruccio Giuliani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
