Gazzetta di Modena

Alla scoperta di Leonardo: Alberto Angela al Monzani di Modena

di Roberto Armenia
Alla scoperta di Leonardo: Alberto Angela al Monzani di Modena

A Modena domenica 11 dicembre alle 17.30 l’autore presenta il suo nuovo libro “Gli occhi della Gioconda” vero e proprio viaggio, attraverso Monna Lisa, dentro la mente del genio di Vinci

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MODENA. L’appuntamento è per domani, domenica, con Alberto Angela che, ospite a Forum Eventi, alle 17.30 al Monzani, parlerà del suo ultimo libro, edito da Rizzoli: “Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa”. “Carlo Pedretti è la massima autorità mondiale su Leonardo”, scrive Angela. E proprio Carlo Pedretti, con la collaborazione della moglie Rossana, oltre ad avere arricchito il volume con una profonda e documentata prefazione intitolata “La Gioconda come sogno d'infanzia”, ha curato un’accurata revisione del testo che si sviluppa per 10 capitoli, in 350 pagine riccamente illustrate da 172 immagini a colori. Pagine che offrono anche un parallelismo con artisti moderni e contemporanei di cui gli storici dell'arte evidenziano affinità e “dipendenze” da Leonardo (Basquait, Corot, Dalì, Duchamp, Leger, Magritte e Malevic, Rauschenberg, Warhol). Per cui l’opera si può leggere come una vera storia dell'arte comparata, che, in qualche modo, continua il racconto delle nostre “icone d’arte” già intrapreso da Angela con i precedenti lavori sulla Cappella Sistina, sugli ultimi tre giorni di Pompei e sulla Cattedrale di San Pietro.

E sempre Pedretti, di fronte al mare magnum di una sterminata bibliografia vinciana, fregia il lavoro di Angela parlando di “un libro che, come botto finale, col linguaggio della grande comunicazione quale è il raffinato giornalismo della televisione, fa il punto sulla più celebre icona del nostro tempo, considerata da ogni punto di vista, storico, scientifico e culturale”. Tutto questo col proposito di rispondere ai molteplici interrogativi che sull'ultimo capolavoro di Leonardo continuano ad essere posti in tutto il mondo.

Alberto Angela usa qui una formula nuova: considerando il dipinto nel contesto di una incalzante rassegna dei punti salienti della vicenda umana e artistica del suo autore. Leonardo è stato ingegnere, pittore, scienziato-inventore, architetto, scultore, disegnatore, trattatista, anatomista, musicista, scenografo, il “genio” che ha incarnato lo spirito del Rinascimento. E in questo volume, la Gioconda è protagonista insieme a lui. È lei stessa che ne racconta e spiega il “genio” coinvolgendoci in un viaggio nel tempo, nella mente di Leonardo, attraverso uno sguardo ravvicinato ad ogni suo singolo dettaglio. È un “viaggio ai lati della Gioconda ma dentro la mente di Leonardo”. È lei stessa - sottolinea Alberto Angela - a “portarci per mano a Firenze, a Milano, da Roma ad Amboise, nei luoghi insomma dove Leonardo operò, tra pittura e architettura, tra progettazione di macchine e studi anatomici. Lo seguiremo durante i suoi incontri più significativi, con Ludovico il Moro o con Cesare Borgia, e in quelli magari meno noti ma non per questo meno importanti: con Isabella d'Este e con Giuliano dè Medici”.

Come sottolineano l'autore e l'editore “un capolavoro assoluto come la Gioconda non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia (e dal mistero) del sorriso”... ma è “un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. Una porta che si spalanca su un luogo e su un'epoca indimenticabili: Firenze (ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino…) e il Rinascimento”.

Partendo da ogni dettaglio del quadro e ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, scopriamo così che il volto della Gioconda, levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia né sopracciglia (un dettaglio importante nella storia narrata nelle 350 pagine del volume). O che il vestito ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull'economia della Firenze di inizio Cinquecento. O, ancora, che le sue mani non sarebbero state possibili senza approfonditi e sorprendenti studi di anatomia. O che il segreto del paesaggio va cercato nel nuovo tipo di prospettiva aerea, ideato proprio da Leonardo.

La Gioconda può raccontarci queste e molte altre cose sul suo autore, dalle incredibili macchine e invenzioni (un palombaro, un paracadute, un robot! Sì Leonardo aveva già intuito la possibilità di creare i robot), ai rapporti con i potenti come Ludovico il Moro e il re di Francia Francesco I.

Ma che cosa sappiamo di lei? Chi è davvero questa donna misteriosa? È Monna Lisa o (come aveva già ipotizzato Carlo Pedretti ) è Monna Pacifica? Sulla sua identità sono state fatte diverse ipotesi, alcune delle quali aprono retroscena appassionanti nelle città e nelle corti dell'epoca.

Da sottolineare inoltre anche altre due caratteristiche del libro: il linguaggio diretto e colloquiale (che coinvolge il lettore) e il mistero, l'enigma che, sviluppandosi spesso all'insegna del dubbio, conferisce una sorta di suspense alle pagine del volume che procede spesso per interrogativi: “Chi è la Gioconda?”, “Quale donna si nasconde dietro quegli occhi e quel sorriso?”, “Come è riuscito Leonardo a realizzare quel sorriso così enigmatico?”, “Quale segreto aveva per catturare i volti visti per strada?”, “Come è possibile che un figlio illegittimo (Leonardo era frutto di una relazione illegittima tra un giovane notaio, di famiglia facoltosa, e di Caterina, donna di estrazione sociale inferiore) nelle campagne di Vinci diventasse una delle menti più grandi di tutti i tempi?”, “È vero che Monna Lisa è stata un sex symbol di fine Ottocento?”.

E ancora: “Leonardo è conosciuto anche per i suoi eccezionali disegni e studi: si possono trovare tracce della futura Gioconda negli appunti di Leonardo?”, “Perché per secoli sulla Gioconda c'è stato il quasi assoluto silenzio e disinteresse”, “E poi, con il suo furto ad opera dell'imbianchino e decoratore italiano Vincenzo Perugia, è diventata un mito letterario ed è esplosa la Monna Lisa-mania?”.

A queste ed altre domande dà risposta (anzi, a volte, più risposte, alternative) questo ultimo lavoro di Angela in cui il filo diretto tra l'autore e il suo lettore raggiungono il massimo risultato, quasi sublimandosi. Oltre all’apporto di Carlo Pedretti la revisione del testo è stata curata anche da Margherita Melani, studiosa, saggista, storica e critica d'arte, specializzata su Leonardo. Un’altra garanzia di un’opera all'insegna del massimo rigore scientifico, capace di unire al fascino della narrazione la rigorosità del saggio.

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