“Adamo e Deva”, due mondi a confronto sul filo dell’ironia
Vito e Claudia Penoni sono i protagonisti della commedia di Freyrie e Zalone sul tema dell’incontro-scontro di culture e religioni con un finale tutto a sorpresa
MODENA. “Adamo e Deva”, di Francesco Freyrie e Andrea Zalone, per la regia di Daniele Sala, con Vito e Claudia Penoni, è lo spettacolo, già tutto esaurito, in programma da stasera a giovedì, alle 21, al Michelangelo. Ci sarà una replica il 17 febbraio all'Auditorium Ferrari di Maranello e i biglietti si possono già acquistare, sia all'Auditorium che al Michelangelo. Adamo è un notaio che gestisce i lasciti e le donazioni che i fedeli fanno alla Curia di Roma. Come tutti i sabato sera sta aspettando l’arrivo dei suoi amici. Ha cucinato, ha apparecchiato con cura la tavola, ha scaraffato il vino quando suonano alla porta. Entra Deva, una donna vestita con un abbigliamento leggermente inquietante e una valigia in mano. Adamo tenta di dire qualcosa ma Deva si scusa di essere arrivata prima degli altri, quindi in silenzio si siede a tavola. Chi è? E perché gli altri commensali non arrivano? Quella che doveva essere una rassicurante serata si trasforma in un'epica e sgangherata apocalisse.
Vito, la commedia affronta temi attuali?
«È così. Freyrie e Zalone sono bravi a descrivere la società attuale. Qui sono due culture religiose a confronto, il tutto affrontato in modo divertente perché ridendo si possono dire grandi verità».
Si mettono in discussione certezze acquisite?
«Quando due culture si scontrano viene fuori il meglio e il peggio dell'una e dell'altra. È un momento di riflessione, qui fatto con tanta ironia».
Da cui sembra originarsi quasi un nuovo mondo?
«È proprio così anche se non posso svelare il finale che è una sorpresa per tutti. Io direi che si tratta più di una rinascita. È stato detto di tutto e di più su questo argomento e noi facciamo il punto tra un cattolico e una mussulmana».
E in qualche modo date vita a due nuove maschere della commedia all'italiana
«Ci divertiamo molto. Siamo due attori comici e il nostro mestiere è far ridere la gente. E quando la fai ridere con un tema così importante la soddisfazione è doppia».
Poi c’è il finale...
«Il finale è tutta una sorpresa. Non si può dire ma è un finale bello sullo stile dei due autori. Uno spettacolo in cui la gente ride dall'inizio alla fine».
Claudia Penoni è la donna che bussa alla porta.
Claudia, la commedia è uno scontro tra culture?
«Sono una donna mussulmana che bussa alla porta del notaio. I due si trovano a passare del tempo insieme e si mettono a parlare. Sono due culture che si fronteggiano dove vengono elencati i lati positivi e quelli negativi. È un discorso molto paritario».
Quello che non si conosce però crea diffidenza...
«È vero, quello che non conosciamo bene ci può spaventare. Si tende a mantenere la distanza ma è sbagliato perché la paura non dovrebbe esistere. La paura a volte prevale sul buon senso, ti paralizza. La prima cosa che nasce dentro di noi è il pregiudizio ed invece ci potrebbe essere una convivenza più bella, più pacifica».
Temi importanti qui trattati con leggerezza e comicità.
«L'intelligenza di questo spettacolo, scritto da due bravi autori, fa divertire pur trattando un problema importante. Non ci sono battute facili. Entrambe le culture vengono descritte con grande intelligenza senza nessun schieramento. Alla fine succede qualcosa che fa passare tutto in secondo piano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
