Gazzetta di Modena

Così il pittore dà ordine al caos

di Michele Fuoco
Così il pittore dà ordine al caos

Alla galleria ArteSì i lavori del giapponese Tatsunori Kano. Stasera una performance

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MODENA. Tatsunori Kano è giapponese, ma dal 1980 (aveva 26 anni) vive e lavora a Bologna, dove si è diplomato all'Accademia. Studi anche nel suo paese: alla Nippon University di Tokyo aveva conseguito, nel 1979, la laurea in pittura. Due culture, Oriente e Occidente, che l'artista fonde nelle sue opere esposte, fino al 16 gennaio, alla galleria ArteSì, in via Fonte d'Abisso 10. Di pienezza vitale si connotano le sue pitture materiche che germinano nell'indistinzione d'immagine, con un senso di infinità di elementi. Nessuna gestualità casuale, perché il processo compositivo avviene con un rigoroso controllo operativo, di densità di linguaggio che rispecchia semplicemente uno stile tutto immerso in un ritmo particolare. Quella vena impetuosa e genuina che l'artista riesce ad infondere all'opera è più incline ad un atteggiamento meditativo e anche ad effusioni sentimentali. Quello scompiglio di impasti cromatici è orchestrato con forza plastica, come nutrimento, qualificazione della sostanza materica che passa attraverso colori acrilici che si nutrono di polvere di marmo, mica e sabbia di fiume, per percorrere stati di trasformazione che portano ad una struttura profonda. Una struttura che pare crescere al di là di ogni limite finito. Il disordine è illusorio. «Un caos solo apparente domina - nota Manuela Moscatiello - le creazioni di Kano, intrise di una energia fluida che scorre nel colore come linfa rigenerante, sprigionando un senso di dinamismo e di potenza allo stato puro sintomo evidente della sua capacità di infondere vita alla materia». La pittura si invera, con una policromia scoppiettante (indaco, blu, azzurro), in una sintesi di mutazioni di forme, per celebrare il senso poetico (Cantico), la meraviglia (Blu Oh), il silenzio, il vuoto, mari infiniti, lo spazio interiore, il gioco (serie di scacchi), la danza. “Oltre l'orizzonte” è il titolo della mostra, quasi ad indicare l'analisi profonda al di là della finitezza delle cose. Non a caso “Abisso” è il nome di una ceramica ad alta temperatura. Tutta l'opera è attraversata da nostalgie per la cultura zen, con l'anima che è l'oggetto esclusivo di ogni forma meditativa e la meditazione porta l'uomo allo stato di illuminazione. E non manca la ciotola in scatola per richiamare la cerimonia del tè. Questa sera, alle 19.30, l'artista sarà di nuovo in galleria per la performance dal titolo “L'ombra della musica”, «durante la quale - comunica la curatrice Tessi Mori - realizzerà un'opera dal vivo accompagnato dalle note di violino. La mostra farà tappa a Tokyo e New York».

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