Gazzetta di Modena

Torna “Acsè l'era al Nadèl” nel borgo si rappresenta la vita d’inizio Novecento

di Daniele Montanari
Torna “Acsè l'era al Nadèl” nel borgo si rappresenta la vita d’inizio Novecento

POLINAGO. Torna la magia del Presepe vivente domenica a Polinago. O meglio, del grande tuffo nel passato che va in scena ogni due anni racchiuso sotto il titolo “Acsè l'era al Nadèl”, che incornicia...

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POLINAGO. Torna la magia del Presepe vivente domenica a Polinago. O meglio, del grande tuffo nel passato che va in scena ogni due anni racchiuso sotto il titolo “Acsè l'era al Nadèl”, che incornicia la rappresentazione della Natività con quella degli antichi mestieri, col loro fascino senza tempo. Teatro di tutto sempre il borgo storico, e in particolare il suggestivo Vicolo della Torre, dove si inizierà dalle 16. I figuranti riprodurranno momenti della vita in montagna nei primi del '900: dalla concia del maiale alla lavorazione della polenta, poi la fucina del fabbro, la filatura della lana, la lavorazione del formaggio, fino alla ricostruzione di un mulino ad acqua, di un'antica cantina, di un ambulatorio medico con tutti gli strumenti del passato e di un'aula di scuola di una volta, tra canti e musiche dedicate al Natale. Alle 18 poi il corteo dei bimbi-angioletti che accompagneranno festanti la Sacra Famiglia fino alla capanna, assieme a dolcissimi asinelli. L'iniziativa, promossa dal Comune e dalla Pro Loco, vedrà a contorno un paese vestito a festa con le splendide luminarie a tema (quest'anno il blu) poste anche a ornamento del campanile e i vari alberelli allestiti lungo il centro (ognuno con una propria ispirazione), nell'ambito di un progetto natalizio che coinvolge anche le frazioni di Gombola, Talbignano, Brandola e San Martino. «È una tradizione bellissima - sottolinea il sindaco Gian Domenico Tomei - che noi sì sponsorizziamo, sì, ma che non sarebbe mai possibile senza l'impegno della Pro Loco e dei tanti volontari che vi si dedicano con così tanta passione. Sia quelli che materialmente prenderanno parte alla rappresentazione che gli altri coinvolti in giorni e giorni di intensi preparativi perché tutto sia perfetto. È una grande opera di comunità, di cui andare giustamente orgogliosi».

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