Vignola, storia e immagini di guerra
Un diario di cinque anni, dal 1940 al 1945, scritto da Magda Ceccarelli De Grada (1892 - 1985), è diventato un libro, dal titolo "Giornale del tempo di guerra" di 314 pagine, pubblicato dall'editore Il Mulino
VIGNOLA. Un diario di cinque anni, dal 1940 al 1945, scritto da Magda Ceccarelli De Grada (1892 - 1985), è diventato un libro, dal titolo "Giornale del tempo di guerra" di 314 pagine, pubblicato dal Mulino (23 euro), che oggi alle 18 viene presentato, presso la Rocca di Vignola (sala Grassoni), dall'artista Maria Luisa Simone De Grada, nuora della scrittrice, che tiene una mostra personale al Salotto di L.A. Muratori. Una presentazione, con la collaborazione della Libreria Contrari di Vignola, che si svolge in occasione del 70esimo anniversario del voto alle donne. Il diario nasce non tanto per parlare di se stessa, ma per raccontare le inquietanti e spaventose vicende di guerra che Magda registra come un cronista in quegli anni vissuti a Milano, in Brianza, in Versilia, manifestando una personalità forte, con idee politiche ben precise, in netta opposizione al regime fascista, con azioni coraggiose, ma sempre con una delicata sensibilità tutta femminile. A ciò si aggiunge la notevole capacità di scrittura che, sostenuta dalla lettura di Steinbeck, Saroyan, Campana, Block e Joyce, le consentono di confrontarsi anche con la poesia (una scelta di sue liriche sono nell'antologia "Per quel filo sottile", pubblicata da Crocetti nel 2002), oltre che con la prosa, come indica lo stesso "Giornale al tempo di Guerra" che ha vinto, nel 2010, il Premio Pieve.
Dalla storia dolorosa del secondo conflitto mondiale emergono le qualità di una donna straordinaria che è allo stesso tempo "massaia, madre di famiglia, moglie di artista, poetessa, scrittrice, contadina, cittadina, comunista e vivandiera della Resistenza. La scrittura diaristica - scrive Melania G. Mazzucco nella prefazione - evidenzia i contorni compositi, di tale personalità, e li ricompone in una identità unitaria". E' la vita quotidiana, tra episodi di oppressione e spesso impotenza nel poterli affrontare con determinazione, a caratterizzare questo libro dove non restano estranee le vicende di famiglia, con il pittore Raffaele de Grada, marito di Magda, che raccomanda prudenza; con la figlia Lidia, indipendente e capricciosa che nel 1943 sposa Ernesto Treccani e fugge in Svizzera per scampare l'arresto; con Raffaele junior, affettuosamente chiamato Raffaellino, oppositore del regime, che viene portato a San Vittore. E con lui molti del gruppo di via Omboni a Milano, dove Magda viveva con la sua famiglia. Tanti i fatti raccontati con passione in questo diario che inizia con l'urlo sinistro delle sirene d'allarme il 12 giugno 1940 a Milano, e si conclude, il 7 maggio 1945, con urli di gioia della gente e scoppi di pedardi e razzi per la resa della Germania.
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